Iva. Il “tesoretto” (1,6 mld) già mangiato dal reverse charge (manca ok Ue)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Aprile 2015 11:07 | Ultimo aggiornamento: 23 Aprile 2015 11:07
Iva. Il "tesoretto" (1,6 mld) già mangiato dal reverse charge (manca ok Ue)

Iva. Il “tesoretto” (1,6 mld) già mangiato dal reverse charge (manca ok Ue)

ROMA – Iva. Il “tesoretto” (1,6 mld) già mangiato dal reverse charge (manca ok Ue). Una voce importante di entrate contenuta nel Def (documento economia/finanza), il miliardo e settecento milioni di euro di gettito previsti dall’inversione contabile dell’Iva (reverse charge e split payment) rischia seriamente di essere pregiudicata dalla mancata autorizzazione di Bruxelles.

Per questo il Governo, a copertura del mancato gettito, potrebbe esser costretto a utilizzare 1,6 miliardi “avanzati” dalla maggior stima sulla crescita del Pil, il famoso (o famigerato) “tesoretto” al centro del dibattito sulla migliore destinazione delle risorse finanziarie.

“Reverse charge” si chiama in gergo (split payment se il destinatario è la PA), ossia una inversione contabile dove il compratore autofattura l’Iva e la versa direttamente allo Stato, saltando il passaggio in cui invece gira quell’importo al venditore che provvede alla fatturazione. Bisogna precisare che il campo di applicazione del “reverse charge” è circoscritto agli scambi tra produttori grossisti e commercianti al dettaglio con esclusione quindi dei consumatori finali.

Le due misure di inversione contabile dell’Iva, ricordiamo, sono state introdotte dall’ultima Legge di Stabilità per consentire allo Stato di assicurarsi direttamente il pagamento dell’Iva a contrasto dell’alta evasione fiscale di questa imposta indiretta. Non solo per l’entità degli importi sottratti al Fisco, ma anche perché, a cascata, aumentando i ricavi aumenta anche l’imponibile con effetti positivi su Irap e Irpef. Lo Stato fa cassa lasciando alle imprese l’onere dell’eventuale ritardo o mancato pagamento dell’Iva.