Jobs act: addio dimissioni in bianco, più ammortizzatori

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Settembre 2015 14:11 | Ultimo aggiornamento: 4 Settembre 2015 14:18
Jobs act: addio dimissioni in bianco, più ammortizzatori

Jobs act: addio dimissioni in bianco, più ammortizzatori

ROMA – Il Governo ha approvato i 4 decreti attuativi del jobs act. “Esprimo soddisfazione per la conclusione della riforma del lavoro”, ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, parlando di risultato importante. “Abbiamo rimesso al centro il contratto a tempo indeterminato. Centinaia di migliaia di precari hanno un contratto stabile”.

Di seguito il dettaglio dei provvedimenti presi, dall’estensione degli ammortizzatori sociali all’addio alle dimissioni in bianco, dalle telecamere suol posto di lavoro utilizzabili a fini disciplinari alla nuova Agenzia per le politiche attive.

Ammortizzatori sociali. “Abbiamo esteso gli ammortizzatori sociali a 1,4 mln di lavoratori prima senza copertura, cioè i lavoratori in azienda da 5 a 15 dipendenti”. La Naspi, il nuovo assegno contro la disoccupazione involontaria durerà 24 mesi. Poletti ha sottolineato che la cig viene riportata alla sua visione originale.

L’ammortizzatore in costanza di rapporto di lavoro durerà 24 mesi in un quinquennio mobile, periodo che sale fino a 36 se si usa la solidarietà. Sulle aliquote di applica il meccanismo bonus malus, paga di più chi più usa la cassa.

Addio alle dimissioni in bianco. La certificazione della richiesta di dimissioni dovrà essere fatta “su un modulo che va scaricato dal sito del ministero del Lavoro, se non c’è un modulo datato e certificato la dimissione non è valida”.

Telecamere sul posto di lavoro. “Per i controlli a distanza siamo intervenuti sull’art. 4 dello Statuto dei lavoratori rispetto alla privacy, colmando un vuoto normativo. Oggi abbiamo una normativa complessiva con al centro due obiettivi: una norma chiara e definita e il rispetto della privacy“. In sostanza,  le telecamere in ufficio o in fabbrica potranno essere utilizzate per fini disciplinari, potenzialmente anche per procedere a sanzioni, licenziamento compreso.

E l’azienda potrà, previa informazione al dipendente, controllare pc, tablet, telefonini, badge che contengano dati sensibili inerenti il lavoro senza dover accordarsi con il sindaco o chiedere autorizzazioni al ministero.

“La vecchia normativa – ha spiegato il ministro del Lavoro – riguardava solo le telecamere che osservavano un luogo e per istallare l’impianto serviva l’accordo del sindacato o l’autorizzazione degli uffici del ministero del lavoro, di fatto se le immagini registrate potevano essere usate veniva rimesso al magistrato. Noi abbiamo fatto la norma che estende i controlli a distanza a strumenti di lavoro come tablet e telefonini, abbiamo dichiarato che l’utilizzo di informazioni può essere fatto solo nel rispetto della privacy. La differenza è che oggi la norma sull’autorizzazione sindacale o del ministero continua a valere sugli impianti di prima ma non è necessaria per strumenti come cellulare e tablet”.

Agenzia politiche attive. Con il decreto in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive nascerà l’Agenzia nazionale per le politiche attive (Anpal), operativa dal 1° gennaio 2016. ItaliaLavoro non sarà cancellata e sarà il braccio operativo dell’Agenzia.