Jobs Act, al via nuovo contratto. Renzi: “Più assunzioni, Italia fuori secche”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Marzo 2015 9:07 | Ultimo aggiornamento: 8 Marzo 2015 9:07
Jobs Act, al via nuovo contratto. Renzi: "Più assunzioni, Italia fuori secche"

Matteo Renzi (LaPresse)

ROMA – Parte il Jobs Act e “quest’anno” ci saranno “molte più assunzioni che licenziamenti: sono pronto a scommetterlo e molto dipenderà dal Jobs act che rende molto più semplice assumere”. Parola del premier Matteo Renzi. “E’ una grande rivoluzione perché porterà finalmente l’Italia fuori dalle secche della disoccupazione”, assicura ai microfoni del TG1.

Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, intanto, scommette su un solo “20% di errori o di scontenti” e parla di “fase nuova”. Mentre dal sindacato il leader della Uil Carmelo Barbagallo avverte ancora che “sarà più facile ridurre le tutele dei lavoratori e licenziare: questa è l’unica certezza”. Debutta così il nuovo contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti: da oggi, per i neoassunti, dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale dei primi due decreti attuativi. “Non si può puntare alla perfezione fin da domani, in quanto non mancherà un 20% di errori o di scontenti, ma accontentiamoci dell’80%”, commenta Poletti. Che sottolinea: “Si apre una fase nuova per il lavoro in Italia, nel segno di una maggiore certezza di regole per le imprese, di una prospettiva di stabilità per i lavoratori, di un ampliamento delle tutele”; si avvia “la costruzione di un nuovo mercato del lavoro più efficiente ed efficace, ed al tempo stesso più equo ed inclusivo”. Mentre Barbagallo incalza il Governo: “Oggi – avverte – inizia una nuova fase di insicurezza dell’era 2.0”. Dall’addio all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori nelle neo-assunzioni (che beneficeranno degli sgravi triennali fissati dalla legge di stabilità) all’estensione di durata e platea dell’assegno di disoccupazione, ecco in sintesi le nuove regole.

– CONTRATTO A TUTELE CRESCENTI, ADDIO REINTEGRO NEOASSUNTI. Per i nuovi assunti il reintegro nel posto di lavoro resta solo in caso di licenziamento nullo o discriminatorio e nei casi di licenziamento disciplinare nel quale il giudice riconosca che il fatto materiale contestato “non sussista”. Negli altri casi ingiustificati e nei licenziamenti economici la tutela è rappresentata da un indennizzo economico “certo e crescente” con l’anzianità di servizio (due mensilità ogni anno di servizio con un minimo di 4 ed un massimo di 24 mensilità). Per le piccole imprese restano le regole attuali (l’indennizzo cresce di una mensilità per anno di servizio con un minimo di 2 ed un massimo di 6 mensilità).

– INDENNIZZO MONETARIO ANCHE PER LICENZIAMENTI COLLETTIVI. Il regime dell’indennizzo monetario vale anche per i licenziamenti collettivi in caso di violazione delle procedure e dei criteri di scelta sui lavoratori da licenziare (da 4 a 24 mensilità). – SINDACATI E PARTITI. La nuova disciplina si applica anche ai sindacati ed ai partiti politici.

– ARRIVA NASPI, NUOVA ASSICURAZIONE CONTRO LA DISOCCUPAZIONE. L’acronimo sta per Nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego. Varrà dal primo maggio. Chi perde il lavoro e ha almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni avrà diritto ad un sussidio pari alla metà delle settimane per le quali si sono versati contributi. La durata massima sale a 24 mesi nel 2015 e nel 2016; 18 mesi poi nel 2017. Il sussidio è commisurato alla retribuzione ma non può superare i 1.300 euro mensili, dopo i primi 4 mesi diminuisce del 3% al mese, ed è condizionato alla partecipazione del disoccupato a iniziative di attivazione lavorativa o di riqualificazione professionale.

– IN 2015 ANCHE LA DIS-COLL, PER I COLLABORATORI. In attesa del riordino delle forme contrattuali, si introduce in via sperimentale per il 2015 un trattamento di disoccupazione per i collaboratori coordinati e continuativi e anche a progetto (iscritti alla gestione separata dell’Inps): presuppone tre mesi di contribuzione nel periodo che va dal primo gennaio dell’anno precedente la disoccupazione. La durata dell’indennità non può superare i 6 mesi e anche in questo caso è condizionata alla partecipazione ad iniziative di politiche attive.

– E L’ASDI, UN AIUTO PER GLI ‘ESODANDI’. Previsto anche in questo caso dal primo maggio, in via sperimentale per quest’anno, è l’assegno di disoccupazione mensile che verrà riconosciuto a chi, scaduta la Naspi, non ha trovato impiego e si trova in una condizione “economica di bisogno”. Sarà prioritariamente riservato ai lavoratori in età vicina al pensionamento, con una precedenza per chi ha minori a carico. La durata dell’assegno è di 6 mesi, sarà pari al 75% della Naspi e verrà erogato fino ad esaurimento dei 300 milioni del fondo specificamente costituito.