Jobs Act: congedo parentale raddoppia, Cig non più di 48 mesi ma solo di 24 in 5 anni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Giugno 2015 20:36 | Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2015 23:07
Lavoro: congedo parentale raddoppia, Cig non più di 48 mesi ma solo di 24 in 5 anni

Foto d’archivio

ROMA – Congedo parentale raddoppiato, cassa integrazione non più di 48 mesi ma solo di 24 in 5 anni, più controlli e più agenzie ad hoc. Sono questi i punti chiave affrontati e approvati dal governo nei decreti che completano l’attuazione del Jobs Act e che sono arrivati sul tavolo del Consiglio dei ministri riunitosi mercoledì pomeriggio.

Il governo ha quindi di fatto approvato tutti i decreti attuativi al Jobs Act, tutti tranne uno, quello del salario minimo. “L’unico argomento di delega che non è stato affrontato è quello del salario minimo”, ha confermato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti al termine del cdm . “Vengono estese le tutele a 1,4 milioni di lavoratori sinora esclusi“, riporta il comunicato sul Cdm diffuso da Palazzo Chigi.

Ecco cosa cambia:

Cassa integrazione. Un nuovo tetto per la durata massima della cassa integrazione guadagni (24 mesi ma in un “quinquennio mobile”), con contributi proporzionati all’utilizzo della Cig, quindi più alti per le imprese che la usano di più, insieme ad una riduzione per tutte dell’aliquota ordinaria versata mensilmente. L’accesso alla cassa sarà esteso, a pagamento, anche alle imprese da 6 a 15 dipendenti, con diverse aliquote sul monte salari. Solo l’utilizzo di contratti di solidarietà, il cui assegno però non potrà ora superare l’80% della retribuzione, darà la possibilità alle aziende di poter usufruire di un bonus ulteriore in cig prolungando così la copertura dei lavoratori fino a 36 mesi.

Bonus di 6 mesi di Cig in più, da aggiungere ai 24 mesi previsti dal governo o ai 36 mesi nel caso si utilizzassero i contratti di solidarietà, anche in caso di crisi di imprese strategiche a rilevanza nazionale che attingerà da un Fondo straordinario di 50 milioni creato ad hoc per far fronte a questi interventi. Si prevede un meccanismo di bonus-malus: più utilizzi la cig più paghi. Il decreto dovrebbe prevedere la riduzione del 10% delle aliquote di base e il raddoppio di quelle per l’utilizzo della cig: +9% per i primi 12 mesi, +12% dai 12 ai 24 mesi e +15% dai 24 ai 36 mesi.

Congedi. Il decreto, manca solo l’ok definitivo, allunga il tempo per fruire del congedo parentale facoltativo portandolo da 3 a 6 anni e da 8 a 12 anni di età del bambino rispettivamente per quello retribuito al 30% e per quello non retribuito, la cui durata resta comunque di 6 mesi. Inoltre si riduce da quindici a cinque giorni il periodo di preavviso al datore di lavoro. In arrivo anche la possibilità di trasformare il congedo parentale in part-time al 50%.

Basta contratti a progetto. Sul riordino delle forme contrattuali si prevede il superamento dei contratti di collaborazione a progetto dal 2016 e dell’associazione in partecipazione. Si punta sul lavoro subordinato, che viene esteso anche alle attuali collaborazioni che però sono “esclusivamente personali”, continuative e che vedono l’organizzazione diretta del tempo e dei luoghi di lavoro. Per i voucher il tetto annuo passa da 5.000 a 7.000 euro.

Agenzia unica per le ispezioni. Il nuovo organismo integrerà i servizi ispettivi di ministero del Lavoro, Inps e Inail. Si razionalizzerà la rete presente sul territorio e ciò determinerà anche dei movimenti a livello di personale. L’operazione dovrebbe anche portare a dei risparmi in termini di spesa pubblica.

Agenzia nazionale occupazione. Istituzione di un’Agenzia nazionale per l’occupazione, partecipata da Stato, regioni e province autonome, vigilata dal ministero del Lavoro. Si prevede anche il coinvolgimento delle parti sociali nella definizione delle linee di indirizzo generali dell’azione della nuova Agenzia, che avrà competenze gestionali in materia di servizi per l’impiego, politiche attive e Aspi.