Economia

Jobs act: da 4 a 8 mensilità in più di indennità ai licenziati

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Jobs act si cambia: il Governo punta al raddoppio degli indennizzi

ROMA – Jobs act: da 4 a 8 mensilità in più di indennità ai licenziati. Già nella prossima manovra di bilancio (manca l’ultimo passaggio alla Camera) il Governo è pronto a inserire il raddoppio degli indennizzi ai lavoratori licenziati per giusta causa. In pratica, per venire incontro alle richieste della sinistra (Campo progressista, Mdp e le correnti minoritarie del Pd) verrebbe accolta l’intenzione di fare un tagliando al Jobs act che ha archiviato l’articolo 18.

La proposta prevede il raddoppio delle mensilità di indennizzo per il lavoratore licenziato, passando dalla forbice delle 4-24 attualmente previste, a 8-36 mensilità. La logica è quella di disincentivare il ricorso a lavoratori non stabilizzati, rendendo più oneroso per le imprese licenziare (come la norma che raddoppia la tassa di licenziamento da 1.470 euro a 2.940 euro).

“Adesso – spiega Cesare Damiano, leader dell’area laburista del PD e d ex ministro del Lavoro – si tratta di trovare nuove soluzioni anche sul tema dei licenziamenti. Noi proponiamo di affrontare, nell’immediato, almeno due problemi: il primo, è quello delle indennità in caso di licenziamento che attualmente prevedono un rimborso minimo di 4 fino a un massimo di 24 mensilità. La misura, a nostro avviso, andrebbe elevata almeno a un minimo di 6 mensilità fino a un massimo di 36”.

“Il secondo punto è relativo ai licenziamenti disciplinari. Va reintrodotto un principio di proporzionalità tra infrazione e sanzione, criterio cancellato dal Jobs Act. Per spiegarci meglio: se il furto di una mela non può valere un ergastolo, 5 minuti di ritardo non possono prevedere il licenziamento. Sul tema dei licenziamenti presenteremo, nei prossimi giorni, una proposta di legge dalla quale poter attingere le soluzioni più opportune”, conclude Damiano.

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