Johnson (ex Fmi): “L’addio della Grecia spaccherà l’Italia tra Nord e Sud”

Pubblicato il 4 Giugno 2012 10:08 | Ultimo aggiornamento: 4 Giugno 2012 10:55

ROMA – ''La crisi dell'euro rischia di spaccare l'Italia a metà''. Lo afferma l'ex capo economista del Fondo Monetario Internazionale e ora professore al Mit, Simon Johnson.

L'economista tratteggia uno scenario nel quale, dopo l'uscita della Grecia dall'eurozona, si assisterà a ''un progressivo sfilacciamento dell'unione monetaria'' con l'euro che ''smetterà di esistere nella forma di oggi e i più deboli saranno costretti a uscire e nascerà una moneta dei virtuosi'', una ''nuova unione monetaria guidata dalla Germania'' e ''basata sul modello che ha funzionato a Berlino''.

In questo contesto l'Italia si troverà ''a prendere una decisione molto delicata: da che parte stare'' visto che avrà il Nord ''con le carte in regola per entrare nell'unione dei virtuosi'' mentre ''il Sud sarebbe automaticamente escluso''. Decisione che peraltro non dipenderà solo dal Paese, visto che ''i membri della nuova unione potrebbero volere il Nord ma non il Sud''.

Per l'esperto ''le possibilità che Atene esca dall'euro sono tra l'80 e il 90 per cento, qualunque cosa succeda al voto'' perché ''il Paese è tecnicamente fallito'' e resta solo da vedere ''se l'Unione riuscirà a gestire una uscita ordinata oppure si creerà una situazione di contagio incontenibile''.

In teoria, aggiunge, ''si potrebbe ancora salvare l'euro, ma questo richiederebbe una forte azione di leadership'' che ''al momento non di vede'' per arrivare a una ''costituzione simile'' a quella Usa e la creazione di una ''vera autorità fiscale centrale''. Solo allora si potrebbe parlare di ''eurobond''.