Jp Morgan Chase impermeabile alla crisi come Goldman Sachs/ Utili oltre le previsioni nel secondo trimestre: 2,72 miliardi di dollari

Pubblicato il 16 Luglio 2009 16:22 | Ultimo aggiornamento: 16 Luglio 2009 16:22

Dopo Goldman Sachs, anche Jp Morgan Chase registra conti nettamente migliori rispetto alle attese. Per il periodo aprile-giugno, il colosso bancario newyorkese ha riportato utili pari 2,72 miliardi di dollari, in rialzo del 36% rispetto a un anno fa. Su base unitaria, la banca ha guadagnato 28 centesimi ad azione contro i 5 centesimi attesi dagli analisti. In forte rialzo nel trimestre anche il giro d’affari che è aumentato del 39% a 25,62 miliardi di dollari.

La crescita delle insolvenze da mutui e carte di credito, fa sapere la banca, è stata più che compensata dai risultati delle divisioni trading su mercati azionari, obbligazionari e delle materie prime. Le commissioni da attività di investment-banking poi, hanno fatto segnare un nuovo record. Scampata al putiferio dei subprime, Jp Morgan, attualmente la seconda banca americana, è l’unica, tra i cinque big del credito Usa, a restare in utile dal 2007, quando è iniziata la recessione. Resta legittimo chiedersi quanto abbia pesato in questi bilanci “tonificati” la modifica del parametro internazionale con cui si valutano i bilanci, lo Ias 39.

Dal canto suo Goldman Sachs ha chiuso il secondo trimestre  con un utile netto di 3,44 miliardi di dollari, pari a 4,93 dollari per azione contro i 3,65 previsti dagli analisti.  Si tratta dell’utile trimestrale più alto nella storia della banca d’affari newyorchese, i cui ricavi si sono attestati a 13,76 miliardi di dollari.