JP Morgan e la crisi: “Le costituzioni antifasciste sono il problema”

Pubblicato il 21 Giugno 2013 15:38 | Ultimo aggiornamento: 21 Giugno 2013 16:59
JP Morgan e la crisi: "Le costituzioni antifasciste sono il problema"

JP Morgan e la crisi: “Le costituzioni antifasciste sono il problema”

ROMA – Gli analisti di J.P. Morgan, una delle banche d’affari più potenti del mondo, non hanno fatto un buon servizio alla ditta, scivolando su una buccia di banana storica. In un report sullo stato della crisi in Europa e sul processo di riforme, confidando su presupposti storici a dir poco discutibili, si sostiene che le costituzioni dei paesi del sud Europa, nate dalla lotta alle dittature e specchio dell’affermazione dei partiti antifascisti, sono un problema per le attività economiche.

Troppo socialismo insomma, da cui discendono una serie di conseguenze nefaste per gli affari. Leggere per credere:

 

“I sistemi politici della periferia meridionale (dell’Europa) sono stati instaurati in seguito alla caduta di dittature, e sono rimasti segnati da quell’esperienza. Le Costituzioni mostrano una forte influenza delle idee socialiste, e in ciò riflettono la grande forza politica raggiunta dai partiti di sinistra dopo la sconfitta del fascismo. Questi sistemi politici e costituzionali del sud presentano tipicamente le seguenti caratteristiche: esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti; governi centrali deboli nei confronti delle regioni; tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori; tecniche di costruzione del consenso fondate sul clientelismo; e la licenza di protestare se vengono proposte sgradite modifiche dello status quo. La crisi ha illustrato a quali conseguenze portino queste caratteristiche. I paesi della periferia hanno ottenuto successi solo parziali nel seguire percorsi di riforme economiche e fiscali, e abbiamo visto esecutivi limitati nella loro azione dalle Costituzioni (Portogallo), dalle autorità locali (Spagna), e dalla crescita di partiti populisti (Italia e Grecia)”. 

(“The Euro Area Adjustment: About Halfway There”, report di J. P. Morgan)