Per JPMorgan trimestrale oltre le attese, utile aumenta del 76%

Pubblicato il 15 luglio 2010 18:56 | Ultimo aggiornamento: 15 luglio 2010 19:38

JPMorgan dà il calcio di inizio alla stagione delle trimestrali delle grandi banche americane che venerdì vedrà Bank of America e Citigroup comunicare i propri risultati. Lo fa annunciando un utile netto in progresso del 76% a 4,8 miliardi di dollari, o 1,09 dollari per azione. In calo, invece, i ricavi, scesi dell’8% a 25,6 miliardi di dollari.

La banca aveva chiuso il secondo trimestre 2009 con un utile netto di 2,7 miliardi di dollari a fronte di ricavi pari a 27,7 miliardi. I risultati di JPMorgan arrivano in un giorno di svolta per Wall Street, con il Senato che si appresta a votare in via definitiva la riforma: ”Riconosciamo numerosi aspetti positivi nelle regole all’esame, quali la supervisione dei rischi sistemici e l’autorità di risoluzione. In ogni caso – spiega l’amministratore delegato della banca, Jamie Dimon – restano sfide e incertezze per i mercati e le nostre attivita”’.

Dimon non offre comunque alcuna stima su quanto l’introduzione delle nuove regole potrà costare per la sua banca. In un’intervista al New York Times, Dimon torna inoltre a ribadire come la ”denigrazione indiscriminata” delle banche da parte di Washington è sbagliata, ”non accurata e non si traduce in una buona politica”.

Nonostante i risultati al di là delle attese degli analisti, che scommettevano su un utile per azione di 70 cent, Dimon mette in evidenza come i pagamenti in ritardo e le cancellazioni dei crediti ai consumatori restano elevate. ”Anche se siamo contenti di assistere a un calo delle cancellazioni e delle insolvenze, queste rimangono ancora a livelli estremamente elevati. Ed è ancora troppo presto per dire quanto saranno in grado di migliorare”.

A spingere i conti di JPMorgan è soprattutto il ridimensionamento degli accantonamenti per le perdite nel settore mutui e in quello delle carte di credito, con una riduzione di 1,5 miliardi di dollari. Gli accantonamenti per le perdite sul credito sono ammontati nel secondo trimestre a 3,36 miliardi mentre le riserve sono state pari a 36,7 miliardi.

L’utile netto nelle attività di investment banking è stato di 1,38 miliardi, mentre nei servizi finanziari i profitti sono stati pari a 1,04 miliardi. Nel settore carte di debito e credito l’utile netto è stato di 343 milioni. Dimon si mostra più cauto rispetto a tre mesi fa sulla congiuntura economica e, nel corso della conference call per illustrare i risultati, afferma: ”La crescita dell’economia potrebbe rallentare un po”’. Prevedendo un ulteriore calo dei prezzi delle case, Dimon osserva che la sua banca ”ha tonnellate di capitale e di liquidità” e al momento privilegia il buyback ai dividendi.