La disfatta del Pil: Usa e Germania a meno 6%

Pubblicato il 29 aprile 2009 17:45 | Ultimo aggiornamento: 29 aprile 2009 17:45

Il prodotto interno lordo degli Stati Uniti nel primo trimestre 2009 ha registrato una contrazione del 6,1%, dopo il -6,3% del quarto trimestre 2008.

È la prima lettura del Pil ed è nettamente peggiore rispetto alle previsioni di una flessione del 4,7%. È la prima volta dal 1975 che l’economia americana si contrae per tre trimestri consecutivi.

A pesare sull’andamento dell’economia è il calo delle esportazioni, scese del 30% registrando il calo maggiore dal 1969. Le importazioni sono invece scese del 34,1%, la flessione più ampia dal 1975.

Secondo i dati resi pubblici dal Dipartimento del commercio americano, la contrazione del Pil degli ultimi due trimestri è la peggiore degli ultimi sessant’anni.

Nel settore del business le società hanno smesso di fare investimenti (scesi di quasi il 38% insieme a quelli in immobili residenziali), e apportato ingenti tagli alla forza lavoro, riducendo la produzione e le scorte nel tentativo di adattarsi ai livelli di domanda, in calo sia negli Stati Uniti che nei mercati esteri.

Migliorano invece i consumi, che salgono del 2,2%, dopo essere tracollati nel secondo semestre del 2008. Anche l’export è in forte calo e scende del 30% rispetto al quarto trimestre (4,06% del Pil), l’arretramento più forte dal 1969, dopo il -23,6% dei precedenti tre mesi.

Non va meglio in Europa. Anche in Germania il Pil nel 2009 scende del 6%. Le stime sono state drasticamente riviste dal governo tedesco: era stato preventivato un calo del 2,25%.

Si tratta – comunica il ministero dell’Economia di Berlino – del peggior risultato del dopoguerra. La peggiore performance dell’economia tedesca da allora si registrò nel 1975, quando il Pil scese dello 0,9%, la peggiore dalla Riunificazione delle due Germanie nel 1993, quando ci fu un calo dello 0,8%. La ripresa ci sarà nel 2010, anno nel quale si prevede una crescita dello 0,5%