“Mini-Imu prima casa vale il 10% della vecchia tassa”, la difesa di Saccomanni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 gennaio 2014 11:39 | Ultimo aggiornamento: 17 gennaio 2014 13:21
"La mini-Imu vale il 10% della vecchia tassa", la difesa di Saccomanni

“La mini-Imu vale il 10% della vecchia tassa”, la difesa di Saccomanni

ROMA – “La mini-Imu vale il 10% della vecchia tassa”, la difesa di Saccomanni. Secondo il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni la cosiddetta mini-Imu 2013 costerà al contribuente “meno del 10% di quanto sarebbe stato dovuto” con la vecchia tassa. Il ministro ha anche escluso ulteriori dilazioni temporali sulla scadenza del pagamento: resta il 25 gennaio. La difesa della mini-Imu serve a Saccomanni a offrire qualche precisazione nella querelle con i sindaci.

Non poteva essere il Governo, ha spiegato, a farsi carico degli aumenti “ad hoc” delle aliquote sulla prima casa decisi dai Comuni dopo che lo stesso esecutivo aveva cancellato il pagamento della Imu 2013. Insomma, è colpa degli aumenti un po’ furbescamente attivati dai sindaci per ottenere rimborsi statali più sostanziosi per il mancato gettito, se a fine  gennaio è prevista questa coda fiscale.

“Noi restiamo coerenti con l’impostazione del governo di non aumentare l’imposizione fiscale e soprattutto, se aumenta, non siamo noi ad aumentarla” dice il presidente dell’Anci e sindaco di Torino, Piero Fassino. I sindaci sollecitano 500 milioni per le detrazioni, più un miliardo per pareggiare i fondi del 2013, senza ricorrere però ancora una volta ai cittadini. “Si possono ottenere — dice Fassino — ad esempio riconoscendo ai Comuni l’Imu che lo Stato percepisce sugli immobili strumentali delle imprese”. Un miliardo e mezzo di trasferimenti dallo Stato, pare di capire, che però dovrebbero essere reperiti o con altre entrate, leggi nuove tasse, o con tagli alla spesa pubblica di importo corrispondente.