La terra trema in Giappone e la Borsa di Tokyo crolla a -6,18%. “Non c’è rischio recessione”

Pubblicato il 14 Marzo 2011 9:15 | Ultimo aggiornamento: 14 Marzo 2011 9:29

TOKYO – Il terremoto affonda la Borsa di Tokyo che nella prima seduta dopo il terremoto, chiude in perdita e l’indice Nikkei va a meno 6,18% a 9.620,49 punti, sotto quota 10 mila.

Giù del 7,49% l’altro indice il Topix a 846,96 punti. Crollano i titoli automobilistici, elettronici e delle raffinerie: ovvero tutte le azioni delle aziende costrette a chiudere dopo il sisma che ha scatenato il terribile tsunami.

Secondo gli analisti della Bank of America però la catastrofe giapponese non dovrebbe portare il Paese alla recessione. Gli esperti della Nomura Takahide Kiuchi e Kohei Okazaki, sostengono che, come è successo in passato per i terremoti in Giappone, anche in questo caso l’impatto negativo sul Pil sarà di breve periodo.

Come spiega il Sole 24 Ore sul medio-lungo termine la ricostruzione con denaro pubblico sosterrà la crescita ma “non si tratterà di una ripresa a V” questa volta, il recupero sarà piuttosto lento. Il peggiore trimestre dovrebbe essere quello di aprile-giugno. Inoltre lo yen dovrebbe rafforzarsi, “per il rimpatrio dei capitali e vendita di assets posseduti dalle società all’estero per far cassa, mentre i prezzi dei titoli di stato giapponesi dovrebbero essere sostenuti dagli acquisti degli investitori in fuga verso la qualità. Proprio i JGB (Japanese government bond) potrebbero però in prospettiva registrare un aumento dei rendimenti nel momento in cui il governo dovrà avviare le misure di sostegno con fondi pubblici per la ricostruzione”.