L’abbonamento alla Rai è la tassa più evasa dagli italiani: pochi i controlli

Pubblicato il 1 agosto 2010 16:10 | Ultimo aggiornamento: 1 agosto 2010 16:10

L’imposta della concessione televisiva, meglio nota come canone Rai, resta il pagamento più evaso dai contribuenti italiani. Le regioni che la pagano meno delle altre sono la  Campania, la Calabria e la Sicilia.

E’ quanto emerge dallo studio condotto da KRLS Network of Business Ethics, per conto dell’associazione Contribuenti Italiani: l’evasione delle famiglie si attesta intorno al 41per cento con punte che arrivano fino al 87 per cento in regioni come Campania, Calabria e Sicilia, mentre quello delle imprese si aggira sul 96 per cento.

L’evasione delle famiglie, che già nel 2005 ammontava al 22 per cento, è balzata, nel 2010, al 41 per cento (contro l’8 per cento della media europea) e, si stima che nel 2011 arriverà al 43 per cento.

Lindagine di Contribuenti.it ha spiegato anche il motivo di tanta evasione ed è emerso che il 36 per cento delle famiglie non paga il canone perché c’è la pubblicità sulla tv pubblica, il 31 per cento per la scarsità dei controlli e la percezione che chi evade non viene punito, il 24 per cento per la scarsa qualità dei programmi e la troppa presenza della politica in tv e solo il 9 per cento perché non ha soldi.

L’83 per cento delle imprese evade perché l’Amministrazione finanziaria durante le verifiche fiscali non richiede le attestazioni del pagamento del canone, né lo sanziona. “L’abbonamento alla RAI è una tassa e come tale va pagata – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani -. È incredibile che l’amministrazione finanziaria dimentichi di richiedere il pagamento della tassa di concessione governativa durante le verifiche generali, pur avendo la delega all’accertamento”.

In Italia esistono due canoni: quello ordinario, dovuto dalle famiglie, e quello speciale, dovuto dalle imprese, lavoratori autonomi, enti pubblici, enti pubblici non economici, enti privati. Ma se il canone ordinario è dovuto per il possesso di “apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni”, il canone speciale si paga anche per il possesso di computer e dei monitor o altri apparecchi multimediali (videofonino, videoregistratore, iPod, sistemi di videosorveglianza, ecc.) posseduti da imprese o enti pubblici o privati.

Tra i maggiori evasori del canone Rai figurano i residenti nelle province di Caserta, Ragusa e Catanzaro, dove l’evasione delle famiglie sfiora il 90 per cento. All’opposto le province più virtuose sono quelle di Aosta, Ferrara e Pisa dove l’evasione si attesta al 12 per cento.

Ma ad evadere di più sono le imprese. Secondo i dati di Contribuenti.it in Italia esistono circa 4,5 milioni di imprese di cui il 98 per cento collegata con Internet con almeno un computer, per cui almeno 4,4 milioni di imprese dovrebbero pagare il canone speciale. Ma dai dati pubblicati dalla Rai risulta che i canoni speciali riscossi ogni anno sono meno di 180 mila, per cui almeno 4,2 milioni di imprese, non pagano il canone: un 95 per cento di evasione. Limitandosi ad applicare il canone speciale base di 195,31 euro a 4,2 milioni di imprese, l’evasione è di 820 milioni di euro.

E se si considera che oltre alle imprese devono pagare il canone anche i lavoratori autonomi, i circoli, le associazioni, le fondazioni, le sedi di partiti politici, gli istituti religiosi, gli artigiani, le scuole e gli enti pubblici e che il canone speciale va pagato per ciascuna sede o ufficio, e che lo stesso varia da 195,31 a 6.510,13 euro l’anno a seconda della tipologia commerciale, lo sportello del contribuente stima che l’evasione del canone speciale supera il miliardo di euro l’anno.

In questo settore tra i maggiori evasori figurano le imprese con sede nelle province di Milano, Venezia, Torino e Roma dove l’evasione sfiora il 98 per cento delle imprese. All’opposto le province più virtuose sono quelle di Aosta, Napoli, Pescara e Firenze dove l’evasione si attesta al 92 per cento. In assoluto i contribuenti più fedeli restano quelli della Valle d’Aosta, Toscana, Emilia-Romagna, Marche e Veneto, ma in buona posizione si piazzano anche quelli residenti in Abruzzo e Molise.

Non tutti in Europa pagano il canone della tv: in Spagna, Portogallo, Olanda e Ungheria agli utenti non è chiesto il pagamento di nessuna tassa. Tra i paesi invece che lo pagano, l’Italia non ha il canone più alto per le famiglie. In Europa, il record appartiene all’Islanda con 346 euro, seguita da Svezia e Finlandia dove la tassa è pari rispettivamente a 210 e 208,5 euro, dalla Germania con 206 euro, dall’Inghilterra con 176 euro e dalla Francia con 116 euro.

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