Laurea costa 25 mila euro, ne rende 190 mila (150 mila se sei donna)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Settembre 2019 13:12 | Ultimo aggiornamento: 18 Settembre 2019 13:12
Laurea costa in Italia 25 mila euro, ne rende 190 mila (150 mila se sei donna)

Studenti che festeggiano la laurea (foto Ansa)

ROMA – Laurea costa, in media ovviamente, circa 25 mila euro. Conviene spendere questa cifra? Di sicuro conviene: una laurea, sempre in media ovviamente, rende nell’intera carriera lavorativa circa 190 mila euro in più di guadagno rispetto a un titolo di studio inferiore. Quasi duecentomila euro che entrano per 25 mila euro che escono, questo il bilancio, la convenienza nel laurearsi. Per le donne la convenienza diminuisce: 25 mila euro per laurearsi, 150 mila euro la somma di quanto una laureata guadagna di più nella vita lavorativa (le donne hanno quasi ovunque retribuzioni inferiori).

Quindi conviene laurearsi. Ma in Italia conviene meno che altrove. In Italia un laureato/a percepisce retribuzioni maggiori del 39 per cento rispetto a un lavoratore/lavoratrice che laurea non ha. Nei paesi Ocse un laureato/a percepisce retribuzioni maggiori del 57 per cento rispetto ai non laureati. C’è una grossa differenza, un delta del 18 per cento tra quanto conviene in più laurearsi nella trentina di paesi più sviluppati del mondo e quanto, in termini di denaro, convenga laurearsi in Italia.

Differenza che cresce addirittura di un altro po’ se si guarda alla fascia d’età compresa tra i 25 e i 34 anni: qui nei paesi Ocse il vantaggio in termini di guadagno per i laureati è del 38 per cento sui non laureati. In Italia il vantaggio scende al 19 per cento.

Laurea, perché in Italia conviene ma conviene di meno che altrove? Perché in Italia troppo spesso laurea è “il pezzo di carta”. Il pezzo di carta che poco contiene in termini di competenze, sia specifiche che generali. Sotto la punta dell’iceberg dei laureati eccellenti italiani (che spesso troviamo al lavoro all’estero) la gran parte delle lauree conseguite in Italia sono titoli onorifici, distintivi sociali, solenni pezzi di carta senza grandissimo valore sul mercato del lavoro. Pezzi di carta conseguiti troppo spesso ormai in un percorso di formazione che seleziona poco e meno ancora premia il merito. Pezzi di carta non di rado conseguiti per…anzianità. Anzianità di appartenenza al corso di studi.

Pezzi di carta e pure non di rado sbagliati: la bilancia delle lauree italiane è e resta paurosamente sbilanciata verso le facoltà umanistiche, letterarie, di scienze sociali e della comunicazione. E se è pur vero che un laureato/a in filosofia può dedurre dai suoi studi le competenze per dirigere un’azienda e un qualsiasi team di lavoro, di certo però una laurea in scienza delle comunicazioni, un aspirante giornalista nel suo corso di studi acquisisce le competenza per una infinita gamma di attività non produttive e qualche volta francamente inutili.

Ecco quindi perché laurea conviene, eccome se conviene. Anche in Italia ovviamente. Ma in Italia conviene meno, perché molte lauree del tipo italiano valgono meno.