Laurea rende 16 volte più della casa: al figlio regalate studi, non il mattone

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 novembre 2014 14:13 | Ultimo aggiornamento: 11 novembre 2014 14:13
Laurea rende 16 volte più della casa: al figlio regalate studi, non il mattone

Laurea rende 16 volte più della casa: al figlio regalate studi, non il mattone

ROMA – Se vuoi fare un regalo a tuo figlio, meglio una laurea che una casa. La laurea rende ben 16 volte di più di un investimento immobiliare, secondo la Career Paths, un’azienda specializzata nella costruzione di percorsi di formazione e carriera. L’azienda ha confrontato il rendimento di uno stipendio medio dei laureati e quello dell’affitto di un immobile a Milano da 200mila euro, osservando che una laurea frutta molto di più.

Alberto Magnani sul Sole 24 Ore scrive:

“« È una questione culturale – spiega Dolly Predovic, presidente di Career Paths – Abbiamo una visione patrimoniale del valore, preferiamo dare ai figli delle cose di proprietà, come un appartamento. Mentre, forse, dovremmo pensare al “valore” come qualcosa che genera un reddito per il futuro»”.

E la differenza tra il rendimento degli studi e quelli di una casa è alta:

“i costi e i redditi generati da quattro esperienze universitarie (laurea triennale, laurea magistrale, laurea in Bocconi, laurea in uno dei super college americani della Ivy League) e l’affitto di un appartamento a Milano da 200mila euro. I dati sono ricavati dal rapporto fra stipendio medio a un anno dalla laurea e investimento sostenuto (per l’università) e dal rapporto fra affitto incassato e investimento sull’abitazione (nel caso degli immobili). Risultato: il rendimento di una cifra spesa nell’educazione è pari al 69% per una laurea triennale, al 53% per una laurea magistrale, al 52% per un quinquiennio nella sola Bocconi al 30% per un quadriennio in uno degli otto college della Ivy League, i mostri sacri dell’accademia americana. Nel caso degli affitti si vola più basso: 4,2% secondo la stima di Career Paths e 4,3% secondo la media registrata da altre fonti in 13 città italiane”.

Per una università pubblica gli studi fruttano uno stipendio medio di 13,200 euro l’anno a 12 mesi dalla laurea, con un tasso di rendimento del 69%. Per un’università privata come la Bocconi a Milano o i college americani come Yale e Harvard cambiano i conti:

“Se lo studente si iscrive alla Bocconi, la spesa si alza fino a una media di 85mila euro dati dalla somma per tra rette ben più costose (10mila euro annui) e una vita a Milano rincarata da affitti sopra la media nazionale (7mila euro l’anno). Ma lo stipendio medio dei neolaureati di via Sarfatti a un anno dal titolo, 44.346 euro, garantisce comunque un rendimento del 52% sui costi sostenuti dal diploma alla discussione di tesi. Stesso meccanismo per una laurea magistrale in un altro ateneo italiano (spesa di 31.750 euro e stipendio a un anno dalla laurea di 16.800 euro: rendimento del 53%) o per un’avventura sull’altra sponda dell’Atlantico: le rette stellari di atenei come Yale o Harvard (costo totale di 200mila dollari per quattro anni) sfociano in reddito annuo di 60mila dollari che vale un rendimento del 30%”.

Un appartamento a Milano, regalato di certo con le migliori intenzioni, ha però una rendita decisamente inferiore:

“Career Paths ipotizza un rendimento di 8.400 euro annui. Senza tenere conto di costi extra causati da imposte sul reddito (come l’Irpef), tributi vari (si veda la Tasi), eventuali spese di condominio… In sintesi:tasso lordo di rendimento (8.400 euro/200mila euro) del 4,2%, in linea con i dati forniti da altre fonti. L’Osservatorio sul Mercato immobiliare di Nomisma registra un rendimento medio appena più elevato: 4,3%, nell’incrocio di massimi e minimi fra 13 città italiane. «Non è un errore, è una questione di impostazione – ribadisce Predovic – Oggi il valore di un bene immobiliare non è più quello di una volta. Il rendimento di quello che si investe sull’educazione non è paragonabile»”.