Lavoro: 438mila contratti a tempo indeterminato in più nel 2019. Ma trend in calo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Gennaio 2020 13:52 | Ultimo aggiornamento: 23 Gennaio 2020 13:52
Lavoro: 438mila contratti a tempo indeterminato in più nel 2019. Ma trend in calo

Lavoro, nei primi 11 mesi del 2019 più 438mila contratti a tempo indeterminato (Ansa)

ROMA – Quasi mezzo milione di contratti stabili, cioè a tempo indeterminato, in più. E’ il risultato del bilancio dell’ultimo anno. I dati dell’Osservatorio Inps sul precariato confermano la tendenza in atto da inizio 2018 che vede un incremento dei posti di lavoro a tempo indeterminato.

E una diminuzione altrettanto significativa dei contratti a termine. Il trend occupazionale, però, pur rimanendo positivo, risulta in decelerazione.

Nei primi 11 mesi del 2019 la variazione netta dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato (assunzioni più trasformazioni meno le cessazioni) risulta pari a 438.883 contratti. Con un incremento del 111% sullo stesso periodo del 2018 (in decelerazione però rispetto al dato dei 10 mesi).

Le assunzioni totali nei primi 11 mesi sono state 6.666.609 a fronte di 6.153.675 cessazioni con un saldo positivo di 512.934 contratti (erano oltre 711.000 nei primi 11 mesi del 2018).

I contratti stabili continuano quindi a crescere, soprattutto grazie all’aumento delle trasformazioni da contratti a termine in rapporti a tempo indeterminato, ma a novembre si è registrata una lieve inversione di tendenza con un saldo positivo (+17.060 contratti stabili) ma inferiore a novembre 2018 (+21.812).

Nei primi 11 mesi comunque la variazione netta per i rapporti a tempo indeterminato dei datori di lavoro privati è stata positiva per 438.883 unità a fronte dei 207.950 dello stesso periodo del 2018.

In direzione opposta vanno i rapporti a termine con una variazione netta negli 11 mesi negativa per 58.022 unità (+245.337 quella dei primi 11 mesi del 2018). Nei primi undici mesi del 2019 le assunzioni dei datori di lavoro privati sono state 6.667.000.

Sono cresciute le assunzioni con contratti a tempo indeterminato, di apprendistato, stagionali e intermittenti mentre sono diminuite le assunzioni con contratti a termine e in somministrazione.

Tra gennaio e novembre 2019 vi è stato un netto incremento delle trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato, passate da 463.000 a 653.000 (+41,1%). Sono cresciute anche le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo (+25,5%).

Le cessazioni nel complesso sono state 6.154.000, in calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: la riduzione ha riguardato le cessazioni di contratti in somministrazione e di rapporti a termine mentre sono aumentate le cessazioni di rapporti con contratto intermittente, stagionale, in apprendistato e a tempo indeterminato.

Nel periodo considerato sono 99.482 i rapporti di lavoro (53.927 assunzioni e 45.555 trasformazioni a tempo indeterminato) che hanno usufruito dei benefici previsti dall’esonero triennale per le attivazioni di contratti a tempo indeterminato di giovani fino a 35 anni (-7,9% sullo stesso periodo del 2018).

Il saldo annualizzato a novembre 2019 (vale a dire la differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi) risulta positivo, pari a +176.000, inferiore a quello registrato in tutti i 12 mesi precedenti nonché a quello registrato alla fine di novembre 2018 (+368.000).

Il trend occupazionale, pertanto – sottolinea l’Inps – “pur rimanendo tuttora positivo, risulta in decelerazione”. Migliora il saldo annualizzato dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, passato da +109.000 a novembre 2018 a +383.000 di novembre 2019 mentre quello dei rapporti a tempo determinato è andato in direzione opposta, passando da +108.000 di novembre 2018 a -257.000 di novembre 2019.

Stessa tendenza per il saldo dei somministrati, sceso da +17.000 (novembre 2018) a -52.000 (novembre). (fonti Istat, Ansa)