Lavoro, ecco come si licenzia in Europa

Pubblicato il 31 Gennaio 2012 0:00 | Ultimo aggiornamento: 30 Gennaio 2012 21:35

ROMA, 30 GEN – Il governo Monti vuole riformare il mercato del lavoro e affrontare ''senza tabu''' la questione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che vieta i licenziamenti senza giusta causa nelle imprese con piu' di 15 dipendenti e in pratica limita pesantemente la possibilita' di licenziare per queste aziende. L'esecutivo guarda a un modello nato nel Nord Europa, la ''flexicurity'' (fusione delle parole inglesi ''flexibility'' e ''security'').

In pratica, flessibilita' del mercato del lavoro, ma sicurezza per il lavoratore di trovare sempre un posto. Un modello che ha raggiunto la sua migliore applicazione in Danimarca, ma che ha influenzato anche altri paesi. *

GERMANIA – Fra il 2003 e il 2005 e' stato profondamente riformato il mercato del lavoro, rendendolo molto piu' flessibile. I disoccupati sono molto diminuiti, dai 5 milioni del 2006 ai 2,7 del 2011. Il sussidio di disoccupazione (67% dell'ultimo stipendio netto) e' concesso per un anno dopo la perdita del posto. Dopo si ricevono altri sussidi: 680 euro per un appartamento con acqua e riscaldamento (inclusi 374 euro calcolati per vivere) e l'assicurazione sulla salute. Il licenziamento e' piu' facile per le imprese con meno di 10 dipendenti. Per le altre, va giustificato. I contratti a tempo determinato possono essere rinnovati fino a un massimo di due anni e per non piu' di tre volte.

* GRAN BRETAGNA – I contratti di lavoro si dividono in 'employment' (rende il lavoratore un dipendente) e 'services' (regola uno scambio di prestazioni, chi lo firma resta di fatto in proprio). Non esiste la contrattazione collettiva nel settore privato e sempre meno nel pubblico. Esistono clausole che proteggono dal licenziamento senza giusta causa: il lavoratore puo' fare ricorso al tribunale e chiedere un indennizzo. In caso di riduzioni collettive del personale per ragioni economiche, l'azienda deve garantire al lavoratore indennizzi. *

FRANCIA – I licenziamenti individuali sono piu' facili che in Italia. Il lavoratore cacciato senza giustificato motivo ha diritto solo ad un risarcimento (minimo sei mesi di stipendio). Il licenziamento per motivi economici e' possibile solo in caso di chiusura o trasformazione dell'attivita', come nel caso di fallimento o di ristrutturazione. Il datore di lavoro ha pero' l'obbligo di proporre all'impiegato misure di riconversione e di riqualificazione prima del licenziamento.

* DANIMARCA – Il modello della 'flexicurity' da' alle aziende margini piu' ampi per licenziare i propri dipendenti rispetto al resto dell'Unione, ma offre ai dipendenti una maggiore tutela. Il lavoratore licenziato percepisce il 90% dell'ultima retribuzione per il primo anno di disoccupazione, l'80% per il secondo, il 70% per il terzo e il 60% per il quarto. L'azienda paga il sussidio e aiuta il lavoratore a trovare un nuovo lavoro, con corsi di formazione. Il modello ha portato la Danimarca ad avere un basso livello di disoccupazione.

* SPAGNA – Il dipendente a tempo indeterminato puo' essere licenziato anche senza giusta causa. L'azienda e' tenuta solo a versargli un risarcimento.