Lavoro in regola, in Italia un’eccezione: solo nel 36% delle aziende

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Febbraio 2015 16:24 | Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio 2015 16:27
Lavoro in regola, in Italia un'eccezione: solo nel 36% delle aziende

Foto d’archivio

ROMA – Caporetto, Beresina, Canne, Waterloo…scegliete una grande disfatta della storia e avrete un’immagine fedele della sorte che tocca al lavoro in regola in Italia. Nel 2014, su 221.476 controllate e ispezionate al riguardo, 142.132 erano appunto non in regola, irregolari. Lavoro nero o grigio batte dunque lavoro bianco 64 a 36 per cento. Mica male come punteggio e anche come possesso palla.

E non dica si tratta di irregolarità minime, inezie e pignolerie burocratiche. No, quando vuole l’azienda tipo italiana non si fa mancare niente e fa le cose con decisione. Su 181.623 lavoratori a vario titolo irregolari, quelli “totalmente in nero” sono risultati 77.387. Il 42 per cento! Il 42 per cento degli irregolari senza una busta paga, un versamento contributivo, un’assicurazione…Niente. Il restante 58 per cento con mezzi contributi e anche meno, mezze buste paga e anche meno.

Ministero del Lavoro Inps e Inail che hanno condotto le ispezioni e diffuso i dati segnalano però che il 2014 è stato più o meno come il 2013, che il lavoro irregolare non avanza ancora dopo aver messo piede e conquistato il 64 per cento delle aziende. Pare debba essere preso come un dato positivo. E può anche essere, basta intendersi. Se la normalità è il lavoro nero o irregolare, allora il 36 per cento di aziende in regola è una bella e confortante eccezione.