Lavoro, 37mila le neo-mamme che si sono dimesse nel 2019

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 Giugno 2020 16:22 | Ultimo aggiornamento: 24 Giugno 2020 16:22
Sono 37mila le neo-mamme che si sono dimesse dal lavoro nel 2019

Lavoro, 37mila le neo-mamme che si sono dimesse nel 2019 (Foto Ansa)

ROMA  –  Sono 37.611 le lavoratrici neo-mamme che si sono dimesse nel corso del 2019. I neo-papà che hanno lasciato il posto sono invece stati 13.947.

I dati arrivano dall’Ispettorato del Lavoro (Inl) che ogni anno aggiorna le informazioni sulle convalide di dimissioni e risoluzioni consensuali di madri e padri.

In tutto, si legge nel Rapporto, sono stati emessi 51.558 provvedimenti, con un “leggero” incremento sull’anno prima (+4%).

E “come di consueto la maggior parte – si fa notare – ha riguardato le madri”. E’ così nel 73% dei casi.  

Le cifre sono il frutto dell’attività di verifica della reale e spontanea volontà di cessare il rapporto di lavoro manifestata dalla lavoratrice o dal lavoratore al personale dell’Ispettorato.

Attività finalizzata proprio a prevenire licenziamenti mascherati da dimissioni volontarie e a contrastare il cosiddetto fenomeno delle dimissioni in bianco’.

Nei casi riportati l’Inl ha convalidato il provvedimento in questione, sentendo i lavoratori, con figli sotto i tre anni, e informandoli sui loro diritti di lavoratrici madri o lavoratori padri.

Nelle quasi totalità dei casi si tratta di dimissioni volontarie (49mila).

Ciò però non sana la complicazione nel conciliare i tempi di vita con quelli del lavoro. Un problema che ricade sulle donne.

Neo-mamme tra lavoro e cura dei figli

E infatti tra le motivazioni indicate c’è proprio la difficoltà di “conciliare l’occupazione lavorativa con le esigenze di cura della prole”.

Difficoltà registrata in quasi 21mila casi e che matura, stando all’analisi dell’Ispettorato, quando non si hanno nonni e altri parenti a supporto o viene giudicato troppo elevato il costo di asili nido o di baby sitter. Oppure, ancora, quando ci si ritrova davanti al mancato accoglimento del figlio presso il nido.

La motivazione della mancata connessione tra l’impiego e la famiglia si accompagna ad un’altra spiegazione: “Il passaggio ad altra azienda”, indicato in un numero sempre crescente di casi (oltre 20mila nel 2019).

Cosa che potrebbe eventualmente suggerire un travaso in imprese che, almeno agli occhi del lavoratore-genitore, offrono condizioni più favorevoli rispetto alla realtà da cui ci si dimette.

Dimissioni per giusta causa

Oltre alle dimissioni volontarie, gli altri provvedimenti di convalida hanno riguardato dimissioni per giusta causa (1.666) che si determinano quando il lavoratore lascia in tronco a fronte di un inadempimento del datore di lavoro (ad esempio perché non gli è stato pagato lo stipendio).

Residuale il numero delle risoluzioni consensuali (884), quando entrambe le parti, insieme, decidono di interrompere il contratto. (Fonte: Ansa)