Economia

Lavoro nero, la multa arriva a decuplicarsi. I soldi agli ispettori

Lavoro nero, la multa arriva a decuplicarsi. I soldi agli ispettori.

Lavoro nero, la multa arriva a decuplicarsi. I soldi agli ispettori.

ROMA – Lavoro nero, la multa arriva a decuplicarsi. I soldi agli ispettori. Le “misure di contrasto al lavoro sommerso e irregolare” non si trovano nel milleproroghe o nella legge di stabilità: un po’ in sordina sono contenute all’art. 14 del decreto legge Destinazione Italia (è stato appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale), lo strumento mirato a rendere più appetibile e attrattivo investire in Italia: il sommerso è un ostacolo alla corretta concorrenza nel mercato. Le multe sono aumentate, in certi casi addirittura decuplicate.

A chi utilizza lavoratori in nero si applica  la sanzione amministrativa da euro 1.950 (erano 1.500) a 15.600 euro (erano 12.000) per ciascun lavoratore irregolare, maggiorata di euro 195 (erano 150) per ciascuna giornata di lavoro effettivo. Pagherà il 30% in più anche il datore di lavoro che incorrerà nella sospensione dell’attività per lavoro irregolare o per gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza. In questo caso, la norma sanzionatoria di riferimento (articolo 14, comma 4, lettera C del Dlgs 81/2008) prevede il pagamento, rispettivamente, di una somma aggiuntiva pari a 1.950 euro e a 3.250 euro. Sale da 1.500 a 1.950 euro la «multa» che segue la chiusura dell’attività se ad essere in nero è più di un terzo dei lavoratori.

A proposito di mancati riposi settimanali e giornalieri, pugno di ferro: viene decuplicato l’importo delle multe. Nel primo caso, la multa partiva da un minimo di 130 per arrivare ad un massimo di 780 euro: ora passa da un minimo di 1.300 ad un massimo 7.800 euro. Per i riposi giornalieri prima si andava da un minimo di 25 ad un massimo di 100 euro, ora da 250 a mille.

Qualche perplessità desta invece la destinazione dei proventi delle multe: andranno a finanziare le indennità degli ispettori del ministero, in vista di una “maggiore efficacia della vigilanza in materia di lavoro”. L’obiettivo di rinforzare il contrasto direttamente attingendo alle risorse derivanti dalle multe non nasconde i rischi di conflitto di interessi, come segnala  l’Aniv – Associazione nazionale degli ispettori di vigilanza, che raggruppa quelli dell’Inps. Anche perché la norma, suggeriscono dall’Aniv, presenta un profilo di dubbia costituzionalità.

To Top