Piano Sacconi per l’occupazione: meno tasse sui salari aziendali. E arriva lo “Statuto dei lavori” di Biagi

Pubblicato il 30 luglio 2010 12:14 | Ultimo aggiornamento: 30 luglio 2010 13:02

Maurizio Sacconi

Fisco più leggero sulla parte del salario che, in base ad accordi territoriali o aziendali, consente di aumentare la produttività o gli utili della società in cui si lavora. E’ questa una delle misure previste dal Piano triennale per il lavoro predisposto dal ministro del lavoro Maurizio Sacconi.

”In considerazione della sperimentazione effettuata, e degli obiettivi inerenti la giusta remunerazione del lavoro e l’incremento della sua produttività – si legge nel Piano – sara’ gradualmente ampliata la platea dei lavoratori beneficiari di una riduzione contributiva e di una tassazione agevolata dei redditi correlati a criteri di maggiore competitivita’ delle imprese, inclusi gli utili di bilancio, sulla base della contrattazione aziendale o territoriale”.

In questo modo, è scritto nel piano di Sacconi, si apre ora il ‘cantiere’ per una riforma generale del sistema fiscale correlata al completamento del federalismo istituzionale e ai grandi cambiamenti intervenuti nella produzione e composizione della ricchezza. Il ministero ricorda peraltro come la riduzione della pressione fiscale sul reddito da lavoro è stata avviata emblematicamente già nel primo Consiglio dei Ministri della Legislatura con il provvedimento che ha sottratto alla tagliola della progressività ”la componente del salario espressione di una maggiore produttività del lavoro (straordinario e premi aziendali)”. Nel secondo anno la tassazione agevolata si è concentrata, nel contesto della crisi, sul reddito variabilmente connesso agli indicatori positivi della impresa.

Nel piano triennale si legge poi che lo ‘Statuto dei lavori’ ipotizzato da Marco Biagi, oggetto di un disegno di legge delega che il Governo presenterà in Parlamento, ”costituirà la rinnovata cornice dei diritti inderogabili di legge entro la quale le tutele potranno trovare una modulazione più moderna, prodotta in parte dalla legge stessa e poi flessibilmente derogabile o integrabile dalla contrattazione nei vari contesti e nelle dimensioni in cui si realizza”.

L’impianto plurale e sussidiario dello ‘Statuto dei lavori’, si legge, ”affida alla bilateralità e alla contrattazione collettiva, così come congegnata dalla recente riforma degli assetti contrattuali e sostenuta dalle misure di decontribuzione e defiscalizzazione, l’obiettivo di incentivare la produttivita’ del lavoro e il connesso incremento delle retribuzioni, diretto o indiretto, attraverso servizi integrativi e tutele aggiuntive di tipo promozionale”.