Lavoro, Marcegaglia: “Un testo pessimo”. Lo spread chiude a quota 371

Pubblicato il 5 Aprile 2012 17:09 | Ultimo aggiornamento: 5 Aprile 2012 18:33
marcegaglia

Emma Marcegaglia (Lapresse)

ROMA – “Un testo pessimo”. Così Emma Marcegaglia bolla la riforma del lavoro. E in particolare, la nuova formulazione dell’Art.18: “Non è quello che abbiamo concordato”. La presidente di Confindustria ha espresso il suo giudizio in un’intervista al Financial Times. “Le imprese sono insoddisfatte perché avrebbero voluto la sparizione complessiva della parola reintegro dal panorama – aveva già detto in precedenza Mario Monti – credo che nel tempo considereranno che la permanenza di questa parola è riferita a fattispecie estreme e improbabili”.

Il giorno dopo il testo della riforma del lavoro, lo spread torna a salire e chiude a  370 punti base. Seduta in altalena per le Borse e, ancora una volta, Milano (-0,2%) si conferma fanalino di coda del Vecchio continente azzerando così i guadagni accumulati da inizio anno. Dopo un avvio difficile, i principali listini europei sono riusciti a ridurre le perdite (Piazza Affari e Francoforte) e a chiudere la giornata in territorio positivo (Londra e Parigi) grazie ai dati sulla disoccupazione provenienti dagli Stati Uniti.

A pesare sulla Piazza milanese è stato soprattutto il comparto creditizio: Mps ha perso il 4,96%, Bpm il 3,95%, Bper il 3,14% e Unicredit il 3,1%. E’ volata, invece, Rcs. Dopo la sua uscita dal Patto di sindacato, Diego Della Valle promette battaglia e annuncia: “Comprerò ancora”. 1Brilla anche Seat grazie a Moody’s che ha annunciato di essere pronta a migliorare il “voto” sul gruppo torinese in scia ai passi avanti nel processo di ristrutturazione finanziaria.

La presentazione del disegno di legge sulla riforma è invece “un progresso” secondo la Commissione Ue, che però rimanda al momento in cui sarà approvato dalle Camere per esprimere un giudizio più approfondito. Lo riferisce la portavoce Chantal Hugues, definendo la presentazione del Ddl “una tappa”. E ha aggiunto “la Commissione darà una valutazione definitiva dopo il voto del Parlamento”.