Lavoro, Cgil-Confindustria scettici. Napolitano: “Non c’è altra strada”

Pubblicato il 20 Marzo 2012 14:31 | Ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2012 15:02

ROMA – L’accordo tra governo e sindacati sulla riforma del lavoro sembra ancora lontano, nonostante la scadenza dell’esecutivo. Nella mattinata del 201 marzo governo e parti sociali si sono incontrati a Palazzo Chigi per un vertice informale. Nel pomeriggio l’appuntamento ufficiale.

Ma, secondo quanto hanno riferito i sindacati, l’intesa appare ancora lontana. Secondo il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, il tavolo tecnico al ministero del Lavoro ha registrato dei passi indietro. Per il segretario confederale Fulvio Fammoni il tavolo tecnico sulla riforma del mercato del lavoro è ”ancora molto indietro”.  ”Un tavolo tecnico che non è in grado di darti risposte politiche, ha spiegato Fammoni, fa pochi passi di per sé. Se non hai risposte nel merito, le diverse parti ripropongono ciascuna la sua posizione”.

Scetticismo anche da parte di Confindustria. “Non ci sono state risposte positive, ma su alcuni punti importanti ci stanno pensando”, ha affermato il direttore generale Giampaolo Galli. “Non voglio dire se la faccenda è chiusa, su alcuni punti importanti ci hanno detto che è in corso una riflessione, però non abbiamo avuto, peraltro, risposte positive”.

Diverso il giudizio di Marco Venturi, di Rete Imprese Italia: “Siamo più vicini rispetto a prima a un accordo. Non siamo ancora all’accordo ma ci siamo più vicini”, ha detto, sottolineando che la posizione finale di Rete Imprese sarà “decisa dopo l’incontro che avrò adesso con le altre sigle” che compongono l’associazione. Quanto al nodo dell’articolo 18 si è limitato a dire che “è un argomento di discussione, un punto delicato, aspettiamo”. Rispetto alle richieste di Rete Imprese, ha spiegato, “abiamo ragionato, vedremo cosa verrà accolto. Abbiamo posto la questione dei costi è c’è qualche risposta positiva. La stagionalità è un tema che stiamo chiarendo”.

Il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, ha chiesto al governo di “colmare le distanze” con i sindacati: “Spero che si trovi un punto di sintesi e credo che il governo abbia tutti gli elementi per capire le distanze da colmare e trovare possibili punti di caduta”.

Mario Monti preme per chiudere la trattativa entro la settimana, prima della sua partenza per l’estremo Oriente. Senza accordo la riforma andrà comunque in Parlamento, ha detto domenica il ministro del Welfare. E c’è anche il pressing di Napolitano: “Grave il no all’intesa”. “Bisogna proseguire su questa strada, non c’è possibilità di uscire da questo sentiero più virtuoso e responsabile che abbiamo intrapreso”. Le politiche anticrisi del governo sono “misure ineludibili”.