Le donne in europa guadagnano ancora il 16,5% in meno degli uomini

Pubblicato il 2 Marzo 2012 16:17 | Ultimo aggiornamento: 2 Marzo 2012 16:28

BRUXELLES – Le donne continuano a guadagnare in media circa il 16,5% in meno degli uomini nell'Unione europea: e' quanto emerge da un nuovo rapporto pubblicato oggi dalla Commissione Ue, in vista della Giornata europea per la parita' retributiva il 5 marzo. Gli ultimi dati del 2010 indicano un divario retributivo medio nell'Unione del 16,4% e ''confermano una leggera tendenza al ribasso rispetto al 17% circa degli anni precedenti'', si legge nel rapporto. Il tasso varia dal 2% circa in Polonia a oltre il 27% in Estonia e in Italia e' poco piu' del 5%. ''Il divario retributivo tra i sessi, definito come la differenza media nella retribuzione oraria lorda fra donne e uomini sull'insieme dell'economia, e' ancora molto elevato – spiegano gli esperti di Bruxelles -, con notevoli disparita' fra paesi e settori d'attivita'''.

Il fenomeno ''rispecchia le difficolta' che incontrano le lavoratrici a conciliare lavoro e vita privata: molte donne si vedono infatti costrette a prendere congedi di maternita' o a lavorare part-time – prosegue il rapporto -. Nonostante un timido miglioramento complessivo del trend, il divario tende ad allargarsi in alcuni Stati membri come Bulgaria, Francia, Lettonia, Ungheria, Portogallo e Romania''.

In questo quadro, la Commissione europea intende sensibilizzare il pubblico sulle disparita' retributive uomo-donna nell'Ue. A pochi giorni dall'8 marzo, Giornata internazionale della donna, l'evento di quest'anno punta i riflettori in particolare sui datori di lavoro.

''La giornata europea per la parita' retributiva ci ricorda il numero di giorni e di ore di lavoro femminile 'non remunerato' trascorsi dall'1 gennaio – ha detto la vicepresidente della Commissione e responsabile per la Giustizia, Viviane Reding -. Il principio della parita' di retribuzione per uno stesso lavoro esiste nei trattati dell'Unione fin dal 1957 e sarebbe ora di farlo valere ovunque''.