Economia

Le grandi griffe alla conquista della Cina, anche Burberry sulla via della seta

La Cina fa sempre più gola al polo del lusso, con le grandi griffe che moltiplicano gli investimenti in quello che, nel giro di pochi anni, si appresta a diventare il primo a mercato al mondo in termini di clientela di elite. Se tra i tanti nomi italiani brillano la maison Bulgari – che ha da poco preannunciato ”investimenti aggressivi” e l’apertura di 4-5 negozi all’anno in Cina – la griffe Prada che ha appena aperto due megastore a Shanghai per un totale di 12 punti vendita in Cina, mentre Ferrari ha lanciato un sito in lingua cinese per affiancare i 10 concessionari presenti nel Paese, oggi c’é stato l’affondo di Burberry.

Lo storico marchio britannico del lusso ha lanciato la sua campagna d’Oriente e ha deciso di assumere il controllo della rete di franchise dei suoi negozi in Cina per 70 milioni di sterline. Il gruppo acquisirà 50 negozi e attività collegate dal partner di franchise Kwok Hang Holdingse con la transazione punta a far salire l’utile operativo di quasi il 10%. Burberry si aspetta infatti di chiudere l’anno fiscale 2012 con un incremento di 20 milioni di sterline.

L’operazione, interamente in contanti, dovrebbe essere completata entro il 2010 ed è stata subito premiata dal mercato con il titolo che è balzato alla Borsa di Londra di quasi il 5% a 827,5 pence. Ad oggi, Burberry ha in gestione diretta 13 store a Hong Kong, uno a Macau e 19 a Taiwan e per quest’anno ha in programma di aprirne altri 10 in Cina. L’amministratore delegato di Burberry, Angela Ahrendts, ha rimarcato come la transazione rafforzi ”il controllo in un settore vitale del mercato del lusso con opportunità di ulteriore incremento di vendite e guadagni”.

Le cifre le danno ragione: solo nello scorso anno il numero dei milionari è aumentato del 31%. E nel giro dei prossimi cinque anni, la Cina dovrebbe diventare il maggiore mercato di beni di lusso al mondo – dicono le stime dell’Accademia cinese delle Scienze Sociali riprese dall’agenzia Bloomberg – raggiungendo un valore di 14,6 miliardi di dollari.

Burberry ha calcolato che le vendite nei negozi cinesi hanno totalizzato 75 milioni di sterline nei 12 mesi terminati a dicembre 2009, generando profitti per 14 milioni di sterline nel segmento franchise. L’avanzata della classe dei paperoni in Cina ha un potenziale di tutto riguardo: come attesta la rivista economico finanziaria Hurun – che stila classifiche, usi e costumi della parte più facoltosa della società cinese – i super ricchi si distinguono dai ricchi perché spendono all’anno in beni di lusso almeno 15 milioni di euro.

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