Le imprese mettono fretta a Berlusconi: “Non c’è più tempo”

Pubblicato il 18 ottobre 2011 16:32 | Ultimo aggiornamento: 18 ottobre 2011 16:48

ROMA, 18 OTT – Le imprese si lamentano con Berlusconi: ”La situazione e’ sempre piu’ difficile, la fiducia nel nostro Paese sta velocemente diminuendo malgrado gli innegabili punti di forza dell’Italia”.

Questo è uno dei passaggi di una lettera al premier inviata dalle associazioni delle imprese. ”L’Italia ha mezzi e risorse per risalire la china ma il tempo e’ scaduto”.

Il nuovo appello firmato da Confindustria, Rete Imprese Italia, Alleanza delle cooperative, Abi e Ania giunge a pochi giorni di distanza dalla presentazione in un ‘Manifesto delle Imprese’, di ”proposte tese a favorire la sostenibilita’ del debito pubblico nel medio periodo e la ripresa economica del nostro Paese”.

Ad oggi, affermano le stesse organizzazioni, ”nessuna reazione concreta e’ seguita da parte del Governo e nessun dialogo e’ stato aperto”. ”Il ritardo che stiamo accumulando – incalzano – sul fronte del rilancio della crescita e della credibilita’ sta costando moltissimo in termini di occupazione, valore dei beni e dei risparmi delle famiglie, investimenti e valore delle imprese”.

E’ allora di ”fondamentale importanza che il Decreto sviluppo contenga misure strutturali, concrete e credibili, che diano un chiaro segnale di inversione di marcia, in assenza rischierebbero di essere vanificati gli sforzi fatti fino ad oggi in ordine alla tenuta dei conti pubblici. Il nostro – dicono – e’ un appello forte al fare: con unita’ di intenti e’ possibile superare una fase difficile. Confidiamo che il Suo Governo voglia realizzare le iniziative necessarie e adeguate alla gravita’ del momento”.

Le imprese industriali, le imprese artigianali, commerciali e dei servizi, le imprese cooperative, le imprese bancarie e assicurative ”stanno facendo del loro meglio – concludono – per passare attraverso l’attuale difficile contingenza, ma solo nel contesto di un efficace piano integrato e condiviso di rilancio del Paese questi sforzi non verranno vanificati”.