Legge di Stabilità: niente aumento aliquota su rendite finanziarie

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Ottobre 2013 20:25 | Ultimo aggiornamento: 15 Ottobre 2013 21:40

Legge di Stabilità: niente aumento aliquota su rendite finanziarieROMA – Nella legge di stabilità non c’è l’aumento dell’aliquota delle rendite finanziarie”. Lo ha detto il premier Enrico Letta che ha però parlato di un ritocco dei bolli per la tenuta e la gestione dei conti d’investimento.

L’incremento dell’aliquota del bollo sulle attività finanziarie porterà 900 milioni di euro. E’ quanto si legge in un documento del governo che fa porte del dossier sulla legge di stabilità.

L’ipotesi di un aumento delle tasse sulle rendite aveva spaventato il mondo finanziario. Ma l’aliquota rimane al 20%. L’appello a soprassedere sull’aumento era arrivato da più voci. L’innalzamento delle rendite finanziarie, oltre al ”rischio di deprimere” i mercati italiani, aveva sottolineato Assosim, potrebbe ‘fare male’ anche alle banche e alle imprese, che vedranno le loro obbligazioni sempre meno competitive dal punto di vista fiscale rispetto ai titoli di stato.

Il paventato inasprimento della rendita dal 20% al 22% avrebbe infatti interessato tutte le attività finanziarie ad eccezione dei titoli di stato, su cui grava un’aliquota più leggera del 12,5%. In tal caso sarebbe stata penalizzata ulteriormente la raccolta a medio-lungo termine fatta con i bond bancari ”già in forte calo da mesi e che a settembre ha visto un crollo del 10%, con una riduzione su base mensile in valore assoluto di circa 2 miliardi di euro”, ha sottolineato il responsabile ufficio studi Abi, Gianfranco Torriero.

Il rischio sarebbe stato quello di ridurre e rendere più costosa la liquidità a disposizione delle banche per finanziare imprese e famiglie. Aumentare la tassazione delle rendite finanziarie ”va nella direzione giusta” ma ”servirebbe una formula di tassazione più omogenea” così da eliminare l’effetto distorsivo provocato dall’aliquota di favore dei titoli di Stato, aveva invece sottolineato Alberto Foà, presidente dell’sgr AcomeA.

”Il paradosso – aveva spiegato – è che se guadagni 30 mila euro, alla tua azienda ne costi 40 mila e a te ne entrano in tasca 20 mila. Se invece guadagni 30 mila euro con i bot, ne paghi meno di 4 mila”.

L’allarme più preoccupato era arrivata da Assosim, l’associazione che raggruppa le società di intermediazione mobiliare, che con le transazioni finanziarie della clientela fanno gran parte dei loro ricavi. L’inasprimento delle rendite, afferma il segretario generale, Gianluigi Gugliotta, ”rappresenta sicuramente un rischio perché potrebbe contribuire a deprimere i mercati, quantomeno in termini di volumi: già a causa della tassa sulle transazioni finanziarie abbiamo perso il 20% in termini relativi rispetto ai mercati di Inghilterra, Germania, Francia e Spagna”.

C’è il rischio che nuove imposte ”disincentivino” gli investimenti azionari e obbligazionari, ”andando a inaridire le fonti di finanziamento delle imprese”.

Già con la Tobin Tax ”sono venuti meno alcuni flussi di investitori istituzionali di matrice estera”. Chi invece non è apparso spaventato è il gigante americano di gestione del risparmio Blackrock. L’innalzamento delle tasse, ha detto il responsabile Italia, Andrea Viganò, può essere ”positivo se può portare equilibrio nei conti pubblici”. “L’Italia non presenta una fiscalità delle più punitive”, come spiega Bruno Rovelli, capo del Investment Advisory Italia, e di conseguenza il provvedimento ”ci sta e non sarebbe sconvolgente”.