Legge di stabilità: Operazione “Cieli bui”: il Governo spegne luci e lampioni

Pubblicato il 10 Ottobre 2012 9:41 | Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre 2012 9:49
La Legge di Stabilità impone lo “spegnimento ovvero affievolimento delle fonti di luce”

ROMA – Legge di stabilità: l’operazione “Cieli bui” rischia di oscurare la sia pur minima diminuzione delle tasse nello scambio tra Iva e Irpef. Ll governo spegne la luce, comunque la abbassa. Dalle lampadine negli uffici ai lampioni sulle strade la notte si riprende i suoi spazi: bisogna contenere la spesa pubblica, risparmiare risorse energetiche, razionalizzare e ammodernare le fonti di illuminazione e gli impianti di diffusione. Inserito nella manovra, anzi nell’intervento, il piccolo coprifuoco non sappiamo esattamente quanto risparmio genererà.

Lo “spegnimento dell’illuminazione ovvero suo affievolimento, anche automatico, attraverso appositi dispositivi, durante tutte o parte delle ore notturne” (recita l’articolo della legge di stabilità) andrà a erodere quel miliardo l’anno che spendiamo per la luce pubblica. Cioè troppo, rispetto alla media europea. Per esempio, la potenza installata sui lampioni è troppo elevata. Interventi di questo tipo sono stati già adottati dalle amministrazioni locali.  A Torino, la spesa pro capite per l’illuminazione pubblica è di 16,56 euro, contro i 24,4 di Milano: fino a due anni fa Torino, spendeva, essendo fra le più care d’Italia, 20 euro a testa. Nella città di Torino i lampioni sono 96 mila, contro i 138 mila di Milano e i 181 mila di Roma. La Capitale è quella che paga di più per ogni punto luce (290 euro a punto luce).

Quindi si interverrà proprio per dotare di dispositivi per abbassare la potenza, accendere alla luce al passaggio delle persone, dotare le fonti di illuminazione di standard tecnici per moderarne l’utilizzo.