Legge stabilità, Confindustria e sindacati la bocciano: “Non convince”

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 Ottobre 2013 23:23 | Ultimo aggiornamento: 15 Ottobre 2013 23:23
Legge stabilità, Confindustria e sindacati la bocciano: "Non convince"

Luigi Angeletti, Raffaele Buonanno, Susanna Camusso, Giorgio Squinzi

ROMA – Una manovra ‘‘che allontana la ripresa”, che ”non convince’‘ e che non centra l’obiettivo dell’equità. Il Cdm non ha fatto in tempo a licenziare il nuovo testo che dalle parti sociali sono subito piovute una valanga di dure critiche all’impianto della legge di stabilità.

La bocciatura arriva sia da Confindustria e in generale dal mondo delle imprese che dalla Cgil e dalla Uil. Meno negativo invece il giudizio da parte della Cisl. La legge di Stabilità ”ci allontana dall’obiettivo di dare vigore alla lenta ripresa che si sta delineando”, avverte Confindustria. Per l’organizzazione degli industriali serve ”subito un segnale forte” ed è ”indispensabile che gli interventi siano disegnati in un arco temporale pluriennale e con dimensioni crescenti nel tempo”.

Rete Imprese Italia la definisce ”un’aspirina’‘. ”Dodici miliardi non sono lo shock economico di cui l’Italia ha bisogno per uscire dalla recessione, rilanciare gli investimenti delle imprese e i consumi delle famiglie. Non è l’ora dell’aspirina. Serve almeno il doppio della cifra prevista dal governo”, dice Ivan Malavasi, presidente della Cna e di Rete Imprese Italia.

Ma questa manovra non convince neanche il mondo sindacale. A intervenire a caldo sui contenuti appena illustrati dal governo a Palazzo Chigi è la Cgil. ‘‘Manca un chiaro segnale di equità e chiare indicazioni in direzione di ridistribuzione del reddito”, fanno sapere dalla Cgil. Duro anche il giudizio della Uil: nella legge di stabilità ”la riduzione delle tasse sul lavoro è una finzione e quindi la ripresa sarà una finzione”. È il primo giudizio a caldo della Uil sul provvedimento. ”L’unica cosa vera – fanno sapere al sindacato guidato da Luigi Angeletti – sarà il permanere della disoccupazione”.

Meno negativo infine il giudizio della Cisl: ‘‘Ci sono dei segnali positivi sul piano della riduzione delle tasse per i lavoratori e le imprese dopo tanti anni in cui le tasse sono state aumentate” anche se, sottolineano dal sindacato di Raffaele Bonanni occorrerebbe ‘‘fare di più sul fisco”.