L’emorragia nei conti pubblici: il Pil frena, cresce il debito della Pubblica Amministrazione, diminuisce il gettito fiscale

Pubblicato il 12 Novembre 2010 12:49 | Ultimo aggiornamento: 12 Novembre 2010 12:49

Mentre la guerra personale tra Berlusconi e Fini paralizza l’azione di un governo ormai dato per spacciato, la situazione dei conti pubblici si aggrava. Non bastavano i dati deprimenti sull’occupazione, lo Stato continua a perdere soldi, l’emorragia finanziaria continua e non si vedono all’orizzonte medici in grado di arrestarla. I dati Eurostat forniscono l’immagine di un’Europa praticamente ferma, anche la Germania ha il freno a mano tirato.

Il Pil dei sedici Paesi della zona dell’euro e quello dell’Unione europea è aumentato dello 0,4% nel terzo trimestre dell’anno, secondo la stima flash di Eurostat. La stima mostra un rallentamento della crescita: nel corso del secondo trimestre il Pil era aumentato dell’1% in entrambe le zone. L’Italia, conferma Eurostat, ha visto una crescita dello 0,2% contro lo 0,5% del trimestre precedente. La crescita della Germania scende allo 0,7% dopo un aumento del 2,3% del secondo trimestre e la Francia passa allo 0,4% dallo 0,7%. Pil in calo anche per la Gran Bretagna dall’1,2% allo 0,8%.

L’Italia ha un problema in più, grande come un macigno. Il bollettino Finanza Pubblica di Bankitalia registra un nuovo record del debito delle pubbliche amministrazioni a settembre che raggiunge quota 1.844,8 miliardi contro gli 1.842,9 miliardi registrati in agosto. In concomitanza con l’aumento del debito il gettito tributario è calato dell’1,7% nei primi nove mesi dell’anno. Lo comunica il dipartimento per le politiche fiscali. Secondo quanto afferma il dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia, però, ”l’andamento delle entrate fiscali è perfettamente in linea con le previsioni”. In particolare, secondo le Finanze, il risultato mostra un ”significativo miglioramento” rispetto ai primi otto mesi dell’anno quando il calo cumulato era del 2,4%. Al netto delle una tantum, la flessione del gettito si riduce allo 0,2%.

I dati diffusi dalla Banca d’Italia nel Supplemento al Bollettino statistico dedicato alla finanza pubblica sono leggermente diversi. Nel periodo gennaio-settembre del 2010, le entrate tributarie sono state pari a 266,077 miliardi di euro, con un decremento stimabile all”1,8% rispetto ai primi nove mesi del 2009. Il datoè al netto dei fondi speciali della riscossione. E’ per questo che il Governatore della Banca d’Italia Draghi predica ancora prudenza, invitando a riflettere su una ripresa che se c’è è molto timida e soprattutto fragile.