Benzina all’ingrosso, impianti in vendita: calerà finalmente il prezzo?

Pubblicato il 12 Gennaio 2012 10:31 | Ultimo aggiornamento: 12 Gennaio 2012 10:31

(LaPresse)

ROMA – Anche i carburanti nel mirino delle liberalizzazioni del governo di Mario Monti. La bozza del decreto legge prevede che sia libero almeno il 20 per cento degli acquisti di carburante all’ingrosso, indipendentemente dal marchio del distributore. Le compagnie petrolifere dovranno cedere a nuovi imprenditori o a consorzi degli attuali gestori almeno un terzo delle attuali stazioni di servizio. Abolito il contratto di esclusiva tra gestori e proprietari degli impianti. Le liberalizzazioni dovrebbero porre un freno al continuo aumento del prezzo del carburante, che ha raggiunti prezzi record per benzina e gasolio.

I petroliferi non gradiscono le nuove misure con danno la possibilità al gestore di rifornirsi così di carburante all’ingrosso da un qualsiasi produttore o rivenditore. La possibilità per ora è limitata al 20 per cento del volume del carburante venduto nell’anno precedente, per i gestori di impianti che sono di proprietà diretta delle compagnie petrolifere. Per impianti che appartengono al gestore o hanno semplicemente un marchio delle compagnie la percentuale potrebbe salire al 50 per cento.

Altra boccone amaro da mandar giù sarà la vendita obbligata da parte delle compagnie petrolifere di un terzo degli impianti di loro proprietà per “favorire le dinamiche concorrenziali e l’efficienza della rete. L’acquisto sarà aperto ai gestori attuali o ad altri soggetti imprenditoriali che non operino già nel settore. Il riscatto dell’impianto sarà possibile attraverso il pagamento di un indennizzo ed in caso di disaccordo a decidere “previo contraddittorio” sarà l’Autorità per l’energia.

Si apre poi la strada dello shopping integrato, con gli impianti che potranno divenire polifunzionali e munirsi di servizi e prodotti quali tabacchi, giornali e bevande. L’obiettivo è quello di trainare il commercio dal prezzo scontato della benzina, una pratica già molto usata in Europa. Pratica che in Italia è applicata dai distributori “no logo” presenti nei centri commerciali e che servirà a calmierare gli alti prezzi della benzina e del gasolio, che hanno raggiunto un prezzo record.