Liberalizzazioni per farmacie, taxi, notai, avvocati, parrucchieri: Ddl concorrenza, cosa c’è

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Febbraio 2015 6:06 | Ultimo aggiornamento: 9 Febbraio 2015 18:06
Liberalizzazioni per farmacie, taxi, notai, avvocati, parrucchieri: Ddl concorrenza, cosa c'è

Padoan, Renzi e Federica Guidi, ministro dello Sviluppo Economico. Il ddl Concorrenza sarà discusso nel consiglio dei ministri del 20 febbraio (LaPresse)

ROMA – Arrivano liberalizzazioni per taxi, rc auto, farmacie, notai, avvocati, parrucchieri, cliniche private, agenti di commercio. Sono previste dal Disegno di legge Concorrenza (ddl Concorrenza), che il governo Renzi dovrebbe varare al termine del Consiglio dei ministri previsto il prossimo 20 febbraio.

Un disegno di legge le cui bozze sono state pubblicate dal sito Formiche.net.Una “lenzuolata di liberalizzazioni”. Ecco quello che prevede, in sintesi:

TAXI, NCC e servizi tipo UBER. Nella bozza redatta sulle indicazione dell’Autorità Antitrust, e che potrebbe subire notevoli modifiche, vengono abrogate le norme approvate negli anni Novanta che limitavano l’operatività dei taxi e auto a noleggio con conducente nei Comuni che hanno rilasciato l’autorizzazione.
Abrogata la norma della lenzuolata Bersani (estate 2006-inverno 2007), che fu il compromesso fra il governo Prodi e i tassisti in rivolta: quella che delegava ai sindaci il potere di decidere come regolamentare l’accesso nel loro territorio a vetture con conducente autorizzate da altri Comuni.
Abrogato anche l’obbligo per le auto Ncc di ricevere prenotazioni solo presso l’autorimessa. Una misura che sembra ritagliata apposta per servizi tipo Uber, applicazioni che sostituiscono le prenotazioni via radio e telefono dei taxi tradizionali.
Abrogato l’obbligo di avere una rimessa nel comune dove le auto con autista operano.

RC AUTO E ASSICURAZIONI. Scatola nera: installazione e gestione non sarà più gratuita, ma detratta dal premio dell’assicurazione. Gli sconti oggi fissati fra il 7% e il 10% per chi monta la “black box” saranno sostituiti da non meglio precisati “sconti significativi”.
Previsti sconti altrettanto “significativi” e imprecisati per chi accetta di farsi riparare il danno da carrozzerie convenzionate con le compagnie assicurative (in burocratese “riparazione in forma specifica”). Sconti per gli assicurati che rinunceranno al diritto di poter cedere il credito maturato con la propria assicurazione. Inoltre: tutor elettronico per multare le auto senza assicurazione; Bonus-malus più bonus per chi ha il contratto assicurativo da più anni e più malus per chi causa un incidente avendo uno stato di rischio più alto. Novità, non meglio precisate, per l’uso dei testimoni nelle denunce dei sinistri.

FARMACIE e PARAFARMACIE. Nella bozza del ddl “Concorrenza” si estende alle parafarmacie la possibilità di vendere farmaci di “fascia C” e che quindi non siano “farmaci essenziali e per malattie croniche” o “di rilevante interesse terapeutico”, come indicato dalla legge 537 del 24 dicembre 1993. Si legge su Formiche:

Il ddl prevede inoltre, una opzione “b”, secondo cui gli esercizi commerciali possono vendere farmaci di fascia “c”, limitatamente alle preparazioni equivalenti indicate dalle liste redatte dall’Agenzia  italiana del farmaco, inviate ai medici di medicina generale, ai pediatri convenzionati, agli specialisti  e agli ospedalieri, nonché alle aziende sanitarie locali ed alle aziende ospedaliere.

Poi c’è un importante capitolo che riguarda l’aumento del numero delle farmacie, che potrebbe passare attraverso due modifiche legislative. La più morbida è quella che trasforma il numero massimo (1) nel numero minimo di farmacie previste ogni 3.300 abitanti dal comma 2 della legge n. 475 del 2 aprile 1968. Si cambierebbe da “una farmacia” per 3.300 abitanti ad “almeno una”. Oppure si abbasserebbe direttamente la soglia minima da 3.300 a 1.500 abitanti per ogni farmacia.

SANITÀ PRIVATA. La bozza del disegno di legge interviene, limitando i poteri delle Regioni, sulla Sanità privata: togliendo, alleggerendo i vincoli e i passaggi burocratici per chi voglia aprire strutture sanitarie private, non convenzionate con il Servizio sanitario nazionale. Il ddl abroga e sostituisce l’articolo 8-ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502.

NOTAI. Se la bozza diventerà legge, i notai saranno di più e quindi – si auspica – costeranno di meno. Come? Il numero di 7.000 abitanti per ogni notaio da limite massimo diventerà limite minimo. In più saranno eliminati i compensi minimi.

AVVOCATI. Deregulation anche per gli avvocati: niente tariffe minime per le prestazioni. E libertà di aderire a più associazioni, per ampliare le possibilità della libera attività: il ddl concorrenza vuole abolire il comma 4 della legge 247 del 2012, che fissa il limite di una sola associazione per ogni avvocato. Fine, inoltre, del divieto di svolgere in forma associata le attività professionali.

PARRUCCHIERI. Per diventare parrucchieri/barbieri il ddl Concorrenza vuole ridurre da due anni a 900 ore il corso di qualificazione e dimezzare da un anno a sei mesi il periodo di inserimento. Un parrucchiere/barbiere (definizione burocratica: acconciatore) potrà affittare una poltrona nel negozio di un altro parrucchiere.

AGENTI, RAPPRESENTANTI DI COMMERCIO, MEDIATORI E SPEDIZIONIERI. Più facile l’accesso a queste professioni: potranno esercitarle anche quelli che hanno scontato una condanna in carcere, a patto che siano passati cinque anni dalla fine della pena o dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza. Per avere l’abilitazione di agente o rappresentante di commercio basterà aver lavorato un minimo di due anni come addetto al settore vendite o viaggiatore piazzista (anche detto merchandiser), purché l’attività sia stata svolta anche non continuativamente nei passati dieci anni dalla data di presentazione della domanda (ora deve essere negli ultimi cinque anni). In alternativa sarà sufficiente avere il diploma di scuola secondaria di secondo grado ad indirizzo commerciale o una laurea. Per i mediatori e gli spedizionieri vengono eliminate gran parte delle incompatibilità per svolgere quelle attività.