Lista Falciani: l’identikit dell’evasore ed i 7 milioni di Mario Rossi

Pubblicato il 12 agosto 2010 0:01 | Ultimo aggiornamento: 11 agosto 2010 21:16

Si chiama Mario Rossi, ha 36 anni, è un cittadino italiano, ha una casa in Piazza Duomo a Milano e un conto da almeno sette milioni di euro custoditi nella Hsbc Private Bank di Ginevra. Ma chi è Mario Rossi? È davvero uno dei nomi della “lista Falciani”? Uno dei quasi settemila presunti evasori fiscali sui quali indaga la Guardia di Finanza di Roma? No perchè Mario rossi non esiste, non ha un volto né un indirizzo e non è neppure un nome reale.

Profili ed identikit come il suo, immagazzinati in un pc dell’ex dipendente della Hsbc Hervé Falciani sequestrato mesi fa dalle autorità francesi, sono infatti decine di migliaia, circa 80mila, questi sì perfettamente reali. E non soltanto italiani ma anche francesi, spagnoli, statunitensi, canadesi, tedeschi e di decine di altri paesi di tutto il mondo.

Mario Rossi, insomma, non è assolutamente uno dei nomi della “lista”, ma quello che Il Sole 24 Ore riporta sul suo sito è un documento importantissimo per capire di quali informazioni disponga la Guardia di Finanza di Roma nell’inchiesta avviata tre mesi fa, quando le autorità francesi hanno consegnato agli investigatori italiani, attraverso i canali diplomatici, i cd-rom con tutti i dati dei potenziali evasori fiscali che avevano affidato i loro soldi a una delle più grandi banche al mondo.

Il documento è un foglio elettronico formato excel, semplice ma dettagliato. Scritti nero su bianco ci sono nomi, indirizzi, numeri di conto, riferimenti a società e modalità di trasmissione degli ordini. L’identikit di un presunto evasore fiscale, e delle tracce che ha disseminato nei suoi rapporti d’affari con uno dei più grandi istituti di credito al mondo, è condensato in poche righe.

La “lista Falciani”, insomma, come dimostra il documento, non è soltanto un semplice elenco di nomi e di numeri di conti, ma qualcosa di più. Al suo interno ci sono decine di informazioni che, se analizzate e incrociate, possono consentire il passaggio a un secondo livello di indagine, più approfondito ed esteso.

E anche se è presumibile che i circa 7mila correntisti italiani della Hsbc abbiano utilizzato lo scudo fiscale per regolarizzare la posizione dei capitali illecitamente esportati, è da questi schemi che la Guardia di Finanza potrà risalire alle architetture societarie nei paradisi offshore utilizzate per far sparire le tracce di ingenti patrimoni.