Luci e ombre della crisi: balzo della produzione in Giappone ma crollano le Borze asiatiche

Pubblicato il 11 agosto 2010 9:21 | Ultimo aggiornamento: 11 agosto 2010 14:43

Luci e ombre della crisi economica sul mondo. La produzione industriale cinese a luglio e’ aumentata del 13,4% rispetto allo scorso anno, mentre l’inflazione, sempre a luglio, si e’ attestata al 3,3% rispetto al 2,9% di giugno e alla ‘soglia di attenzione’ del 3% fissata dal governo di Pechino. Gli investimenti in macchinari sono aumentati – nei primi sette mesi dell’anno – del 24,9% sullo stesso periodo del 2009.

Seduta difficile invece per le Borse asiatiche dopo i segnali di faticosa uscita dell’economia mondiale dalla crisi, con la Federal reserve che interviene acquistando titoli di Stato per aumentare la liquidita’ del mercato e la Cina che rallenta la crescita. Il minore aumento degli ultimi 11 mesi della produzione industriale del gigante asiatico, le vendite inferiori alle previsioni e l’inflazione di Pechino in ripresa, hanno indebolito i mercati dell’area. Tokyo, in particolare, ha ceduto quasi tre punti percentuali, seguita da Sidney (-1,8%) e Seul. Minori le perdite sia a Singapore sia a Hong Kong, con Shanghai che come di consueto si muove fuori dal coro e cerca di raggiungere la parita’. Sul listino giapponese, in particolare, pesante il calo di diversi titoli industriali e delle materie prime (come Pacific metal scivolato del 7,52%), ma le vendite hanno colpito anche alcune banche, come Shinsei, che ha segnato un ribasso finale del 4,88%. Nel mercato azionario australiano, dove sono quotati diversi titoli che spesso anticipano l’avvio dei loro settori di riferimento in Europa, deboli come sul listino nipponico molti gruppi delle materie prime. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali Borse di Asia e Pacifico: – Tokyo -2,70% – Hong Kong -0,36% – Shanghai -0,12% (seduta in corso) – Taiwan -1,02% – Seul -1,29% – Sidney -1,88% – Singapore -0,96% (seduta in corso) – Mumbay -0,38% (seduta in corso) – Kuala Lumpur -0,42% – Bangkok -0,22% – Giakarta -0,34%.

Ing Groep, la maggiore societa’ di servizi finanziari olandese, ha chiuso il secondo trimestre con un utile netto in crescita a 1,09 miliardi di euro, dai 71 milioni dell’anno precedente. Lo riferisce l’agenzia Bloomberg citando un comunicato del gruppo. Il risultato trimestrale supera nettamente le stime degli analisti che avevano preventivato un utile di 682 milioni di euro. Il gruppo ha anche annunciato che non paghera’ alcun dividendo ad interim per la prima meta’ del 2010.

Gli ordini di macchinari in Giappone hanno segnato in giugno un rialzo dell’1,6% sul mese precedente, ampiamente sotto il +5,5-6% atteso dagli analisti, a quota 704 miliardi di yen (poco piu’ di 6 miliardi di euro). Il dato destagionalizzato diffuso dall’Ufficio di gabinetto, che segue il -9,1% di maggio e che e’ rilevato nella componente ‘core’ (al netto, ad esempio, degli ordini delle utility), porta la crescita nel periodo aprile-giugno allo 0,3% sui tre mesi precedenti, contro stime pari a +1,6%. Il governo ipotizza ora un incremento dello 0,8% a luglio-settembre, indicando comunque un’economia su un ciclo espansivo ancora precario. Keisuke Tsumura, segretario dell’Ufficio, ha spiegato che gli ordini, pur in continua ripresa, viaggiano su livelli bassi con il rafforzamento dello yen che ha impedito ”una espansione ulteriore”. Gli ordini manifatturieri sono saliti del 9,9% (a 281 miliardi di yen), quelli non manifatturieri hanno avuto una frenata del 3,9%, a 419 miliardi.

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