Lucrezia Reichlin, vicegovernatore italiano per la Bank of England?

di Anna Lisa Rapanà (Ansa)
Pubblicato il 8 febbraio 2014 7:07 | Ultimo aggiornamento: 7 febbraio 2014 21:15
Lucrezia Reichlin, vicegovernatore italiano per la Bank of England?

Lucrezia Reichlin, vicegovernatore italiano per la Bank of England?

LONDRA  – Il canadese Mark Carney che guida la Banca d’Inghilterra al suo fianco vuole una donna. Ma non solo. Secondo indiscrezioni di stampa potrebbe entrare un’altra ‘straniera’ nella stanza dei bottoni della BoE: un’italiana, Lucrezia Reichlin.

Lo scrive oggi il Times facendo il nome dell’economista docente presso la London Business School tra i possibili candidati per il posto di vicegovernatore della Banca d’Inghilterra la cui lista di ‘nomination’ si sta mettendo a punto proprio in queste ore a Londra.

Parlando con l’Ansa Lucrezia Reichlin dice che è ”un onore” che venga fatto il suo nome ma che si riserva di decidere se avanzare la propria candidatura, considerando il fatto che, sottolinea ”il mio interesse principale è verso l’area euro”.

”Non ho fatto domanda, ho tempo credo fino a lunedì”,dice. Visto il prestigio della Banca d’Inghilterra fra le banche centrali mondiali, ”sono molto onorata di essere stata nominata dai bookmaker”, spiega al telefono da Londra. Anche se aggiunge, con una punta di scetticismo, che la Banca d’Inghilterra ha già un canadese al suo vertice, Mark Carney: possibile, ma non facilissimo, che venga nominata un’italiana come sua vice.

Lucrezia Reichlin, romana, economista come il fratello Pietro, è figlia del nome storico del Pci Alfredo Reichlin e di una delle fondatrici del Manifesto, Luciana Castellina. Titolare di una cattedra di economia alla London Business School, è stata responsabile della ricerca per la Banca centrale europea dal 2003 al 2008; è direttore non esecutivo e membro del comitato di rischio dell’Unicredit Banking Group.

Stando alle indiscrezioni raccolte dal Times le caratteristiche di Reichlin ne farebbero un candidato ideale, visto che per la posizione , che comporta responsabilità dirette per la politica sui tassi, si preferirebbe sì una donna ma che abbia anche un’estrazione accademica e con esperienza di livello senior in un ruolo di management presso una banca centrale.

Sarà una sorta di ‘effetto Janet Yellen‘, prima donna a capo della Federal Reserve che proprio lo scorso lunedi’ ha ‘giurato’ nel suo nuovo ruolo a sostituzione di Ben Bernanke il cui mandato è scaduto il 31 gennaio, ma a Thredneedle Street (sede della BoE a Londra) è manifesta l’intenzione di Carney di svecchiare quello che in maniera troppo stantia viene visto come un ‘gentleman’s club’ aprendo proprio a professioniste donne in posizioni chiave. Oltre a quello di Lucrezia Reichlin, quindi per il posto si fanno anche i nomi di Kate Barker, già membro del comitato di politica monetaria all BoE; dell’economista Sue Owen che e’ stata per dieci anni al Tesoro prima dell’ attuale incarico al ministero della Cultura e dell’eurodeputata liberaldemocratica Sharon Bowles.

Si capirà quindi in tempi abbastanza brevi se si potrà parlare di una ‘onda rosa’ al top delle istituzioni finanziarie le cui porte erano state aperte con l’arrivo della francese Christine Lagarde dal 2011 direttore generale del Fondo monetario internazionale. Sul tema Lucrezia Reichlin era stata interpellata di recente in occasione di un evento a Milano e si era mostrata ottimista:

”Le donne, piano piano, nei luoghi di potere ci stanno arrivando. -aveva detto, riferiva il sito del Corriere della Sera – In Italia c’è un ritardo e non solo per una questione culturale: manca il libero mercato dei talenti, di fatto inesistente anche per gli uomini”.

E sulla nomina di Janet Yellen di cui già si vociferava aveva sottolineato: ”avrebbe un effetto simbolico molto importante, soprattutto nel mondo della banche centrali che è molto maschile”. Una scelta significativa ”soprattutto in Europa dove il board della Bce è interamente composto da maschi, anche contro il parere del Parlamento europeo”. (ANSA)