Luxottica. Del Vecchio: “Guerra via, ho deciso pensando ai miei figli”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 settembre 2014 14:27 | Ultimo aggiornamento: 2 settembre 2014 14:27
Luxottica. Del Vecchio: "Guerra via, ho deciso pensando ai miei figli"

Luxottica. Del Vecchio: “Guerra via, ho deciso pensando ai miei figli”

ROMA – Luxottica. Del Vecchio: “Guerra via, ho deciso pensando ai miei figli”. Una decisione presa “tra la fine del 2013 e l’avvio dell’anno”, pensando alla “successione” e a “un progetto di cambiamento radicale della struttura di vertice”. Così il presidente di Luxottica, Leonardo Del Vecchio, spiega – in due interviste al Sole 24 ore e al Corriere della Sera – il cambio alla guida della compagnia. L’ex ad “Guerra – spiega Del Vecchio al Corriere – era l’ unico capo azienda, mentre abbiamo deciso che è meglio averne tre, due amministratori delegati e un responsabile delle attività produttive, perché il gruppo è diventato molto più grande e globale. Così sarà facile anche ogni eventuale successione”.

“Abbiamo cominciato a discutere della questione molto prima che il suo nome entrasse nel vortice delle indiscrezioni sul rapporto con Matteo Renzi“, aggiunge al quotidiano economico, ma “quando gli ho poi sottoposto il nuovo organigramma”, Guerra “ha risposto di no, ma è una persona intelligente e ha capito benissimo che a quel punto la sua permanenza in azienda era diventata impossibile”, prosegue, smentendo le voci sulla rottura legata all’accordo con Google: “Pura fantasia”.

Sul futuro di Guerra, si sbilancia: “Lo vedo molto, molto bene in un’azienda come la Armani” e se lo stilista “mi chiederà un parere, sarò il primo a raccomandargli di assumere Andrea come amministratore delegato”. Del Vecchio anticipa quello che oggi dirà agli analisti londinesi sull’Italia: “Se mi chiederanno un parere sul governo di Matteo Renzi ho già la risposta pronta: spero, per il bene dell’Italia, che riesca a fare davvero ciò che dice”.

Non ha mai pensato a un figlio per un ruolo di management nel gruppo. Del Vecchio lo afferma in un’intervista anche a Bloomberg, nella quale spiega che “è possibile licenziare un importante manager esecutivo, ma non è possibile licenziare uno dei propri figli”.