Luxottica. Del Vecchio resiste, no al super-ceo. Dinasty familiare costa 2,4 mld

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 ottobre 2014 14:42 | Ultimo aggiornamento: 16 ottobre 2014 14:42
Luxottica. Del Vecchio resiste, no al super-ceo. Dinasty familiare costa 2,4 mld

Luxottica. Del Vecchio resiste, no al super-ceo. Dinasty familiare costa 2,4 mld

ROMA – Luxottica. Del Vecchio resiste, no al super-ceo. Dinasty familiare costa 2,4 mld. Leonardo Del Vecchio al lavoro per sistemare le questioni familiari e la governance, gli analisti finanziari che non si sbilanciano, la Consob che interviene. Dentro e attorno Luxottica si stanno muovendo molte cose, ma intanto in Borsa si è fermata la caduta del titolo, che nell’ultima seduta ha ceduto l’1% in una giornata nera per Piazza Affari. In tre sedute, però, sono stati bruciati 2,4 miliardi di euro di capitalizzazione.

Del Vecchio sarebbe stato chiaro: nessun passo indietro, si va verso due amministratori delegati. In altre parole Massimo Vian, la cui nomina è stata congelata in attesa del secondo nome, rappresenterà una delle figure chiave dell’organigramma. Vian, amico di Francesco Milleri, consulente amico di famiglia che proprio a causa del suo crescente ruolo avrebbe portato Cavatorta alle dimissioni, sembra l’unica candidatura certa. (Marigia Mangano, Sole 24 Ore)

Dall’inizio della settimana il gruppo dell’occhialeria ha ceduto oltre il 13%, nonostante le ipotesi di acquisti da parte dello stesso fondatore sia per sostenere le quotazioni sia perché sa che tornerà facilmente ai livelli precedenti. Siamo infatti ai minimi da un anno e Luxottica negli ultimi tre aveva raddoppiato le sue quotazioni.   Ma soprattutto le previsioni sui prossimi dati economici sono più che positive, con stime del terzo trimestre da leccarsi i baffi in questo momento di crisi.

Sono risultati che approverà il prossimo Cda del 29 ottobre e dallo stesso board escono anticipazioni che parlano di un aumento degli utili attorno al 10% e una forte generazione di cassa. Anche per questo gli analisti finanziari non hanno affossato il titolo: il gruppo è più che sano e, pur se i risultati sono sostenuti dal dollaro forte, non saranno i problemi familiari a far perdere a Del Vecchio il controllo della situazione.

La “dinasty” familiare. Il ruolo della moglie. E’ tra l’altro confermato come lui, che una soluzione l’aveva già trovata, stia lavorando a un’altra: un aumento di capitale riservato che risolva il tema della ‘legittima’ (il 25%) nella controllante Delfin per la moglie Nicoletta Zampillo.  Da qui intendeva partire, per trattare contemporaneamente le questioni della governance. Qualcosa è evidentemente andato storto (tra l’altro non tutti i figli hanno ancora sottoscritto il nuovo quadro successorio) e le traumatiche dimissioni dello ‘storico’ Cavatorta da amministratore delegato hanno di molto accelerato il quadro.

Così adesso il fondatore, che comunque ora ha in mano molte deleghe, è stato obbligato dal ‘suo’ Cda a indicare entro la riunione di fine mese il secondo amministratore delegato da affiancare al congelato Massimo Vian. Con una ricerca serrata, che procede anche in queste ore.  Un quadro anche troppo fluido per la Consob che, dopo aver preteso chiarimenti concretizzatisi con i comunicati del gruppo di domenica e lunedì, nelle ultime ore ne ha chiesti altri sugli sviluppi attesi e anche sui compensi ai dirigenti uscenti.