Made in Italy, export continua a crescere nel 2019: il futuro guarda a est

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Gennaio 2020 14:15 | Ultimo aggiornamento: 16 Gennaio 2020 14:15

Made in Italy, nel 2019 continua a crescere e guarda a estROMA – Nonostante le previsioni di crescita a fine anno si siano state lievemente riviste al ribasso, anche per il 2019 è continuata inarrestabile la crescita dell’export di prodotti Made in Italy. Questo, almeno, è quanto ci dice il rapporto Export Update 2019-2022 presentato da Sace Simest a fine dicembre: scopriamolo nel dettaglio. 

L’export per il Made in Italy a 480 miliardi nel 2019

Dopo un 2018 che aveva registrato cifre da record, e una crescita che si era attestata intorno al +3,1% rispetto all’anno precedente, anche il 2019 è riuscito a chiudere in positivo. Per quanto infatti le stime siano state recentemente riviste, con un calo dello 0,2% rispetto alle aspettative, i dati forniti dal nuovo rapporto Sace Simest confermano come anche nell’anno appena passato l’esportazione di prodotti nazionali sia continuata a crescere, arrivando a segnare un +3,2% rispetto al 2018, con un totale di ben 480 miliardi di euro. 

In questo quadro, i paesi che trainano maggiormente la crescita sono come sempre quelli del Nord America (con USA e Canada che insieme segnano un +6,6%) seguiti da quelli dell’area asiatica (+4,5% rispetto al 2018). Frena leggermente invece rispetto alle aspettative il mercato europeo, che arriva a crescere del +3,8% a causa del rallentamento dell’export verso la Germania negli ultimi mesi.

Particolarmente interessante notare, però, come l’ancora scarsa presenza di aziende e prodotti italiani in Giappone e negli altri paesi dell’estremo Oriente, non ultimo l’India, renda secondo gli studiosi questi mercati i più propensi ad avere un maggior tasso di crescita nei prossimi anni. L’invito, quindi, è quello di cominciare a elaborare nuove strategie che permettano alle nostre aziende di espandersi anche in questi mercati.

Export: da dove iniziare?

Date queste premesse, diventa evidente come per le aziende italiane diventi sempre più importante espandere i propri mercati verso l’estero: non solo per quanto riguarda l’Europa, ma pensando anche a tutte le opportunità fornite dai paesi più lontani. Iniziare può non essere semplice, vediamo quindi qualche consiglio su come cominciare. 

Prima di iniziare, attenzione al modello di business. Questo, perché un sistema che funziona nel nostro paese potrebbe non essere altrettanto funzionale all’esterno. Si tratta di un processo che dipende da diversi fattori (dalla complessità del prodotto alla logistica) e che deve quindi essere elaborato anche sulla base di una solida conoscenza del mercato di riferimento. 

Studia il paese target e trova buoni partner. Come accennato, all’estero le cose non sempre funzionano come nel proprio paese e a volte anche il fattore culturale può essere determinante. È quindi necessario conoscere a fondo il mercato di riferimento e cercare buoni partner che possano essere d’aiuto nel processo. In situazioni come questa una buona comunicazione può essere fondamentale per instaurare rapporti stabili. Qualora quindi non si avesse personale interno in grado di parlare la lingua del paese prescelto, si può pensare di affidarsi a servizi di interpretariato professionale, come quelli di Global Voices ad esempio, per riuscire a instaurare relazioni durature, ma anche redigere documenti e contratti sicuri e garantiti.

Valutare possibilità di digitalizzazione. Esplorare nuovi mercati, soprattutto in paesi lontani, può richiedere l’impiego di molto tempo e diverse risorse. Di conseguenza, vale la pena pensare di introdurre nuove procedure di digitalizzazione e automatizzazione in grado di semplificare questo processo. Si tratta, poi, di novità che saranno in grado di avvicinare ulteriormente l’azienda ai propri partner e ai clienti, ovunque essi siano.  

Attualmente, l’export continua a confermarsi il settore che più di ogni altro traina il PIL del nostro paese. Le aziende italiane, quindi, dovrebbero cominciare a pensare di aprirsi a nuovi mercati per riuscire a stare al passo con i tempi.