Madoff/ Se fosse stato italiano sarebbe stato come Cragnotti: a sei anni dai crac Cirio e Parmalat è ancora seduto sul divano di casa sua

Pubblicato il 10 Luglio 2009 14:56 | Ultimo aggiornamento: 10 Luglio 2009 14:57

RO051206INT_0012All’indomani della condanna a 150 anni di carcere  – il massimo della pena prevista –  per Bernard Madoff,  scatta il confronto con i casi italiani. Cragnotti, nel suo piccolo, riporta il Sole 24 Ore, è una specie di Madoff “de noantri”. Del resto ha succhiato 1.125 milioni ai risparmiatori e mandato in frantumi i sogni degli azionisti della Cirio.

Mentre per la condanna dell’ex presidente del Nasdaq ci sono voluti sei mesi,  risale ormai a sei anni dal crac di Parmalat e Cirio e i risparmiatori sono ancora in attesa di giustizia. Con poche speranze di avere un verdetto in tempi brevi. Anzi, si può dire che il processo stia cominciando proprio ora. L’orizzonte temporale perché si arrivi in giudicato è di otto, massimo nove anni. E intanto il reato di truffa è già stato prescritto.

Titta Madia, avvocato penalista del caso Cirio, dice: «Cragnotti è imputato di bancarotta che si prescrive in 12 anni e mezzo. Sarebbe grave se si arrivasse alla prescrizione perché è un reato grave. Eppure ho la sensazione che la difesa punti su quello».

La lentezza della giustizia italiana è assurda commenta Maida. In un attimo Madoff viene condannato a mezzo secolo di carcere e, qui da noi, Cragnotti sta comodamente seduto sul divano di casa sua a rilasciare interviste e scrivere libri. Una cosa è certa, sembra sempre più difficile riuscire a mandare in galera qualcuno quando sono passato dieci anni dai fatti.

Cragnotti può dormire tranquillo, visto che in Italia i reati “finanziari” sono, di fatto, sono depenalizzati grazie alla prescizione che scatta dopo sette anni e mezzo.

Un altro esempio eclatante è quello di Callisto Tanzi, il proprietario della Parmalat, accusato, fra i vari reati, di aver di fatto volatilizzare 7 miliardi di obbligazioni collocate dalle solite banche nelle tasche dei risparmiatori.

Insomma, se Madoff fosse stato italiano, avrebbe avuto la vita più semplice. Tanto per cominciare, nel nostro Paese non avrebbe dovuto rispondere del reato più grande contestatogli negli Usa: il riciclaggio. Viceversa da noi resta grave “la bancarotta fraudolenta” di cui non c’è traccia nelle imputazioni di Madoff.

Resta il fatto che, se fosse stato qui, avrebbe avuto massimo otto anni di carcere, non 150. Fanno la differenza. Anche per un settantenne.  Soprattutto se a ciò si aggiunge  il tempo necessario a maturare la condanna.