Maggioranza a rischio sulla Finanziaria. Fli chiede modifiche

Pubblicato il 3 Novembre 2010 22:06 | Ultimo aggiornamento: 3 Novembre 2010 22:19

Maggioranza a rischio sulla Legge di Stabilità, la nuova Finanziaria. Un testo blindato per il governo ma sul quale Fli ed Mpa chiedono modifiche: in particolare per quanto riguarda i settori dell’università e della ricerca, i fondi per il sud, o ancora l’allentamento del patto di stabilità interno e i fondi per l’editoria e l’emittenza locale.

Risposte ”politiche” che i finiani chiedono di avere subito senza che vengano rinviate al decreto già annunciato dal governo che accompagnerà la Finanziaria tabellare e che dovrebbe portare a risorse per circa 7 miliardi.

”Esistono una serie di problemi – sottolinea il vice ministro dell’Economia Giuseppe Vegas – come quello dell’università, che possono essere affrontati in un successivo provvedimento che è già stato ribattezzato ‘milleproroghe’ ma che potrà arrivare grosso modo in una quindicina di giorni e per il quale ci sarà una collaborazione tra Parlamento e governo”.

Ma a Fli questa assicurazione non basta. ”Servono risposte politiche adesso”, dice il capogruppo in commissione Bilancio dei finiani, Antonino Lo Presti.

5 x 1000

Il centrodestra è, dunque, in fibrillazione, mentre sui temi dello sviluppo si registrano anche prove di ‘terzo polo’ con i deputati della commissione Bilancio di Fli, Mpa, Udc e Api che si riuniscono per concordare emendamenti comuni da sottoporre alla prova del voto. Voto che in commissione Bilancio è tutt’altro che scontato.

A fare i conti, in effetti, è facile vedere come i deputati dell’opposizione, insieme a quelli di Fli ed Mpa, arrivano a quota 24 (15 del Pd, 2 dell’Udc, 2 dell’Idv, 3 di Fli, uno dell’Api e uno dell’Mpa), mentre quelli del centrodestra si fermano a quota 22 (5 della Lega, compreso il presidente della commissione Giancarlo Giorgetti e 17 del Pdl) o al massimo a 23 se si considera che possa votare con la maggioranza Bruno Cesario (ex Api e ora iscritto al gruppo Misto).

Insomma, il voto per la maggioranza è ad altissimo rischio, motivo per cui a fine serata il centrodestra decide di soprassedere la seduta della commissione e far slittare l’avvio delle votazioni sugli emendamenti. Anche se il governo sarebbe orientato a tirare dritto e non aprire a modifiche.

La commissione riprenderà domani mattina, 4 novembre, alle 10 ed è presumibile che anche dalla riunione della direzione del Pdl possano emergere indicazioni per il prosieguo dei lavori.

Il malessere sul provvedimento, tra l’altro, non e’ limitato solo a Fli o all’Mpa: l’ex sottosegretario all’Economia e presidente della Provincia di Asti Maria Teresa Armosino, per esempio, ha fatto sapere che senza garanzie nei confronti degli enti locali non voterà il provvedimento.

”Il dato di fatto – riassume a fine serata il deputato dell’Api Bruno Tabacci – è che la commissione è in grado a questo punto di cambiare la Legge di Stabilità contro il parere del governo. Dunque è necessario che l’esecutivo rifletta bene e faccia un passo indietro dichiarando non più inemendabile il provvedimento”.

”La maggioranza stasera in commissione Bilancio è andata in tilt”, sottolinea il deputato del Pd Francesco Boccia facendo sapere che il partito di Bersani appoggerà tutti gli emendamenti di Fli ed Mpa.

Lo stesso farà anche l’Idv che ha il primato di essere l’unico partito al quale il governo ha dato un nulla osta su un emendamento, quello che storna gli 1,3 milioni della ‘legge mancia’ dell’Idv sul fondo per l’ammortamento dei titoli pubblici.