Manager pubblici: tetto stipendi più basso del 25%, mai più del Capo dello Stato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Marzo 2014 12:36 | Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2014 12:36
Manager pubblici: tetto stipendi più basso del 25%, mai più del Capo dello Stato

Manager pubblici: tetto stipendi più basso del 25%, mai più del Capo dello Stato

ROMA – Manager pubblici: tetto stipendi più basso del 25%, mai più del Capo dello Stato. Un manager pubblico non potrà guadagnare più di 239.181 euro, un taglio del 23,3% rispetto al tetto attuale fissato a 311.658 euro. Sui tagli alla Pubblica Amministrazione Matteo Renzi non recede dall’impegno a decurtare gli stipendi dei manager pubblici. E in fretta, entro aprile: le slides esibite contengono l’indicazione ad abbassare il tetto agli emolumenti delle posizioni di vertice al livello del Capo dello Stato. Quella è la soglia massima che dovrà valere per gli amministratori di società controllate non quotate, dirigenti ai vertici di di ministeri e amministrazione centrale in genere, della Cassazione e delle altre magistrature.

Il risparmio stimato dal commissario Cottarelli è di 500 milioni di euro l’anno, da dirottare per il finanziamento del taglio del cuneo fiscale. La spesa totale per gli stipendi dei dirigenti pubblici ammonta a 16 miliardi di euro: di questi, però, 14 servono a pagare i dirigenti con una retribuzione massima di 72/73 mila euro lordi (per esempio tutti i dirigenti nella sanità e i presidi di scuola). Restano 2 miliardi pagati per gli stipendi più alti, la fascia aggredibile dalla spending review.

Il primo miliardo rappresenta il costo dei dirigenti dei ministeri, degli enti di ricerca, delle università, degli enti pubblici non economici e della presidenza del Consiglio. Il secondo miliardo arriva invece dal costo annuo dei dirigenti delle Regioni e delle autonomie locali. Se questa è la “massa di spesa aggredibile” il taglio vale il 25% del monte salariale lordo. (Davide Colombo, Il Sole 24 Ore)

Il problema principale riguarda i margini di manovra consentiti per tagliare gli stipendi dei dirigenti degli enti locali: senza un intervento legislativo di tipo costituzionale non si può intervenire sulla spesa corrente delle Regioni. Resta la possibilità di abbassare la soglia degli stipendi aggredibili, coinvolgendo anche quelli non “d’oro”. I tecnici del Governo lavorano a un meccanismo di tetti progressivi e diversificati per dirigenti di I e II fascia. Un disegno di legge di Francesco Boccia immagina invece uno schema di contributi di solidarietà progressivi e a prova di Corte Costituzionale (6% oltre 60 mila euro, 7% oltre 70 mila, 8% oltre 80 mila).