Manovra, bonus per 440mila bebè. 2 mld di microtasse, stop aumento Iva

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Novembre 2019 8:21 | Ultimo aggiornamento: 3 Novembre 2019 11:44
Manovra, bonus per 440mila bebè. 2 mld di microtasse, stop aumento Iva

Manovra, bonus per 440mila bebè. 2 mld di microtasse, stop aumento Iva (Foto archivio Ansa)

ROMA – Stop aumento Iva e 2 miliardi da microtasse. Deficit a 16,3 miliardi. Bonus a 440mila bebè. La Manovra ha una prima veste di ufficialità. All’inizio della settimana il provvedimento arriverà in Parlamento. Al di là delle singole misure, a caratterizzare l’impianto della legge di bilancio sono i 22,67 miliardi che serviranno ad evitare l’aumento dell’Iva, i due miliardi legati alle microtasse – con una parte da leone per la plastic tax – e l’aumento del deficit per 16,3 miliardi nel 2020.

Nel capitolo relativo al bonus bebè si stima che nel 2020 i nuovi nati saranno 440 mila. L’assegno varrà per tutti loro, ma varierà a seconda del reddito delle famiglie: un terzo riceverà la cifra massima, cioè 160 euro al mese. La metà degli assegni sarà maggiorata del 20%, perché andrà a secondi o terzi figli.

Un’altra misura “simbolo” riguarda l’abolizione del superticket sanitario da settembre. I calcoli indicano in 185 milioni il peso sulle casse dello Stato per il 2020 e in 554 milioni quello per gli anni successivi, quando andrà a regime.

Se il bonus bebè e lo stop ai superticket rappresentano uscite per le casse pubbliche, l’aumento delle tasse per le auto aziendali rientra nei capitoli di entrata. Da questa misura lo Stato prevede di incassare un extra di 332 milioni nel 2020. Per quel che riguarda il numero delle persone che dovranno pagare di più, i calcoli si basano sulle immatricolazioni del 2018. In quell’anno, le auto intestate a partite Iva sono state 840 mila: per circa 43 mila di queste la tassa passerà dal 30% al 100% e per circa 754 mila dal 30% al 60%. La stima è comunque gonfiata: il 25% delle auto individuate è escluso dall’aumento perché è in uso a rappresentanti.

Anche la stretta sulla flat tax al 15% per le partite Iva, comportando minori spese per lo Stato, di fatto viene conteggiata come un’entrata. Il valore complessivo è di 894 milioni nel 2021 e 568 milioni nel 2022. Il paletto più pesante è quello sul divieto di cumulo per chi ha anche redditi da lavoro dipendente superiori a 30 mila euro, che vale 593,8 milioni nel 2021 e 350 milioni nel 2022. Con lo stop alla flat tax sopra i 65 mila euro, che doveva scattare dal 2020, lo Stato risparmierà 154 milioni nel 2020, 2,5 miliardi nel 2021 e 1,5 miliardi nel 2022.

Uno dei piatti più forti per le entrate dello Stato – e le uscite dalle tasche dei contribuenti – è la tassa sulla plastica, che vale un miliardo nel 2020, visto che si applica da metà anno, e 2,2 miliardi nel 2021. Ci sono poi i 233,8 milioni di incassi dalla tassa sulle bevande zuccherate, gli 88,4 milioni dalle accise sui tabacchi, i 30,6 milioni dall’imposta su cartine e filtri delle sigarette, i 108 milioni dall’arrivo della web tax. Dal 2021, lo Stato potrà contare sulle maggiori entrate legate al freno alle detrazioni fiscali, che saranno riconosciute in gran parte solo per pagamenti tracciabili: gli italiani avranno 868 milioni di sconti in meno. (Fonte Ansa).