Tagli agli stipendi Rai nell’emendamento alla manovra

Pubblicato il 7 Luglio 2010 11:17 | Ultimo aggiornamento: 7 Luglio 2010 11:45

Roberto Calderoli

Arriva un taglio agli stipendi della Rai. Lo prevede un emendamento del relatore alla manovra presentato questa mattina in commissione Bilancio al Senato, che ricalca la proposta lanciata dal ministro leghista Roberto Calderoli e che quasi un mese fa ha ottenuto il via libera del Consiglio dei ministri.

La proposta prevede un taglio del 20 per cento,a partire dal 2011 e fino al 2013, per i lavoratori non dipendenti, mentre per il personale si stabilisce un tetto del 25 per cento rispetto alla spesa complessiva annua dei costi operativi della società.

”In considerazione dell’eccezionalità della situazione economica internazionale – si legge nel testo dell’emendamento presentato dal relatore della manovra – e tenuto conto delle esigenze prioritarie di raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica concordati in sede europea, le Pubbliche amministrazioni che esercitano i diritti dell’azionista adottano appositi atti di indirizzo per assicurare che dal primo gennaio 2011 e con efficacia fino al 31 dicembre 2013 l’ammontare complessivo annuale della spesa per i trattamenti economici complessivi corrisposti ai lavoratori non dipendenti che prestano servizio presso la società concessionaria del servizio pubblico generale radiotelevisivo non possono eccedere l’80 per cento dell’ammontare della predetta spesa risultante dalla media dei bilanci degli esercizi finanziari 2007,2008,2009”.

Inoltre viene modificata il Testo unico sulla radiotelevisione e si prevede che il direttore generale provveda alla gestione del personale dell’azienda in ”modo che il relativo costo complessivo annuale non ecceda il 25 per cento dei costi operativi complessivi annuali della societa”’.