Manovra. Stop regime forfettario e no cumulo redditi, partite Iva in rivolta

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Ottobre 2019 9:16 | Ultimo aggiornamento: 18 Ottobre 2019 9:16
Manovra: stretta sulle partite Iva

Modello 730 (Ansa)

ROMA – Cambiano le regole per la tassazione delle partite Iva. Con la manovra viene modificato il regime di deduzione dei costi, che non sarà più forfettario: si applicherà inoltre la soglia massima di 20mila euro di deducibilità per l’acquisto di beni strumentali (o per pagare dipendenti e consulenti) per gli autonomi che abbiano scelto la flat tax. 

Nuova flat tax, la stretta sulle partite Iva

Stop alla cumulabilità dei redditi: l’autonomo che abbia scelto la flat tax potrà cumulare al massimo 30mila euro di reddito da lavoro dipendente. 

In pratica, la manovra cancella o mette in discussione gran parte dei benefici accordati alle partite Iva dal governo precedente un anno fa. Ricordiamo che 65mila euro è il limite di reddito che permette a chi ha una partita Iva di pagare un’aliquota del 15%

Con la legge di bilancio si stabilisce che le spese per calcolare il reddito netto non saranno più determinate a forfait ma in modo analitico, cioè contabilizzando i costi deducibili dell’attività d’impresa, compresi sgravi e ammortamenti.

Commercialisti in rivolta

“Tutto molto più complicato, insomma. E probabilmente più oneroso per i contribuenti”, segnala Mario Sensini sul Corriere della Sera. Più duri i commercialisti.

“L’abolizione della ‘flat tax’ al 20% per le Partite Iva individuali, con fatturati tra 65.001 e 100.000 euro, “nell’istante in cui non viene sostituita da altre misure a favore delle Partite Iva più congeniali al nuovo Governo, denota una scelta di fondo che mette nel mirino non tanto la ‘flat tax’, quanto i lavoratori autonomi”, ha dichiarato Massimo Miani, presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti. (fonte Corriere della Sera)