Mancano altri 15 mld: antipasto Patrimoniale, Ici, pensioni, tagli

Pubblicato il 23 Novembre 2011 9:39 | Ultimo aggiornamento: 23 Novembre 2011 9:49

ROMA – I conti non tornano, i tassi d’interesse sui titoli di Stato ballano ancora su ciglio del burrone, urge un’ennesima manovra correttiva da 14 miliardi in due anni (7 divisi nel biennio 2012/13). Urge inoltre chiarire dove si andranno a pescare gli altri 20 miliardi già conteggiati per il pareggio di bilancio del 2013 rimasti sostanzialmente indefiniti perché perché a una delega per la riforma del fisco e dell’assistenza (4 per il 2012 e 16 per il 2013). La fiducia delle istituzioni politiche europee è una cosa, quella dei mercati un’altra: Monti deve accelerare, anche stamattina lo spread tra Btp e bund tedeschi ha superato i 500 punti.

I conti non tornano. In linea con quello europeo, il nostro Pil cresce meno delle attese: Tremonti prevedeva un tasso di crescita dello 0,6% nel 2012 che la Commissione europea ha sottostimato allo 0,1%. Combinato con l’effetto della maggiore spesa per gli interessi sul debito e la sovrastima del recupero dell’evasione fiscale (5 miliardi invece che 10), il risultato è che per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 mancano 15 miliardi. In assenza di crescita e con i titoli di stato in sofferenza, sull’allentamento del vincolo sul pareggio nel 2013 potrebbe avviarsi una discussione sensata in Europa, ma appare poco ragionevole che sia proprio questa Italia sotto osservazione a farsi paladina della proposta.

La manovra di Monti. Sul tavolo ci sono diverse proposte e diversi punti su cui intervenire: pensioni, tasse, Ici e Iva, Ipref e Irap, liberalizzazioni, privatizzazioni e anche incentivare l’uso della banconota elettronica, carte di credito e bancomat. Il 29 novembre, quando la Commissione presenterà i risultati sul monitoraggio sui conti pubblici italiani, Monti proverà a illustrare quali provvedimenti intende perseguire anche alla luce delle correzioni aggiuntive che necessariamente s’imporrano vista la negatività acclarata del ciclo economico. Intanto si dovrà rendere operativa la delega assistenziale e fiscale contenuta nella manovra di agosto (un terzo dei 54 miliardi): una lotta contro il tempo, visto che senza la sua applicazione entro fine anno, dal settembre 2012 scatteranno i tagli indiscriminati (5% nel 2012 e 20% nel 2013) alla spesa assistenziale dell’Inps, alle detrazioni fiscali, spesso a rischio di incostituzionalità. Un accordo su una minipatrimoniale, almeno sui redditi da 1 milione di euro l’anno, si sta facendo sempre più strada nei partiti che sorreggono la maggioranza. Anche per rendere più digeribili l’Ici e i ritocchi alle pensioni a Cgil e Cisl. Le simulazioni della Banca d’Italia offrono questo quadro: 9 miliardi dalla nuova Ici rinominata Imu comprensiva della rivalutazione delle rendite; 8,4 miliardi da un ulteriore aumento dell’Iva; 2/3 miliardi dall’aumento delle accise (benzina); 2/3 miliardi dal contributivo pro-rata per tutti; 1,2 dall’accorpamento delle sedi periferiche dello Stato; 2/3 miliardi dall’anticipo della razionalizzazione della spesa di enti locali e Regioni (costi standard).