Manovra, si tratta sulle pensioni. Due strade per “salvare” le rivalutazioni

Pubblicato il 12 Luglio 2011 9:35 | Ultimo aggiornamento: 12 Luglio 2011 9:35

ROMA – L’unica cosa su cui governo e opposizione sembrano essere d’accordo è fare in fretta. La manovra, vista anche la pressione della speculazione, va approvata in fretta. Sulle modifiche da fare, però, è ancora rebus anche se sulle pensioni e il blocco delle rivalutazioni qualcosa sembra destinato a cambiare. Le buone intenzioni, sulla carta, sono rappresentate dal numero di emendamenti (le proposte di correzione di singole parti del testo) presentate da maggioranza e opposizione. Qui si registra il primo paradosso: Idv e Pd si impegnano a presentare cinque emendamenti. La Lega e i Responsabili, che fanno parte di quel governo che la manovra ha scritto, ne presenteranno di più. Una ventina solo gli emendamenti proposti dalla Lega.

Uno degli aspetti più flessibili, fermi restando i saldi che come ha più volte detto il ministro Giulio Tremonti “non si toccano”, rimane quello delle pensioni. Tutti d’accordo, scrivono sul Sole 24 Ore, Eugenio Bruni e Marco Mobili, sulla necessità di allentare il blocco delle rivalutazioni che scatterà nel biennio 2012-2013. Per salvare i saldi sono sostanzialmente possibili due soluzioni alternative. La prima, che il Sole definisce “draconiana”, prevede l’esenzione dai tagli per le pensioni fino a 5 volte la minima (circa 2300 euro al mese) e l’azzeramento dell’indicizzazione per le pensioni più alte.

Una seconda, più morbida, spiegano Mobili e Bruni, “punta a ridurre l’adeguamento progressivamente la parte di assegno eccedente le somme tra 5 e 8 volte e tra 8 e 10 volte il minimo”. Per ottenere gli stessi risparmi pensati da Tremonti, ovvero 420 milioni il primo e 680 nel 2013 e nel 2014, secondo il Sole il Governo potrebbe anche intervenire “sulla norma anti-badanti sganciandola dall’età dei coniugi e agganciandola all’aspettativa di vita”.

Anche sul patto di stabilità non mancheranno le novità. “I 10 indici di virtuosità – scrive il Sole – previsti per l’esonero dai tagli del 2013 e per lo ‘sconto’ su quelli del Dl 78/2010 saranno, da un lato, arricchiti con il rispetto dei fabbisogni standard previsti dal federalismo e, dall’altro, ridotti di numero e concentrati su dati come il tasso di indebitamento o la quota di entrate proprie sulle entrate correnti”.

Accordo possibile anche sulla progressività da introdurre nell’aumento dell’imposta di bollo sui depositi titoli, con la possibilità di escludere il prelievo sui titoli di Stato. “Sui ticket sanitari – conclude il Sole – la richiesta potrebbe essere quella di prevedere un aggancio diretto all’Isee”.