Economia

Evasione fiscale, con la manovra arriva il nuovo redditometro: a determinare le tue tasse saranno le tue spese

Giulio Tremonti

Con l’approvazione della manovra correttiva da 25 miliardi voluta dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti passa anche il nuovo redditometro, con parametri aggiornati. I controlli su redditi e spese dichiarate dovrebbero portare allo Stato 740 milioni nel 2011, 1,2 miliardi nel 2012, per arrivare a 1,4 miliardi a regime. Il nuovo redditometro dovrà occuparsi del rapporto fra spese e entratedei contribuenti, registrate nel modello Unico.

Tra i parametri aggiornati rientrano l’acquisto di minicar, le iscrizioni a scuole esclusive e le spese per i viaggi. Guardando alla composizione del nucleo familiare e tenendo conto delle diversità territoriali, in base quindi al potere d’acquisto del luogo in cui si vive: un single milanese avrà più spese di uno che vive in Basilicata.

I quattro capitoli di spesa sui quali si analizzeranno le uscite dei contribuenti sono la casa, compresi mutui e bollette, i mezzi di trasporto, il tempo libero, e le altre voci (assicurazioni, movimenti di capitale o contributi ai domestici). Ognuna di queste uscite verrà tradotto in “reddito presunto”. L’attenzione sulle spese sostituisce quella sulla disponibilità di beni e servizi che governava il vecchio redditometro.

Solo guardando alle auto di potente cilindrata acquistate nel 2007, il fisco ha scovato 97 mila contribuenti che hanno speso il doppio di quanto guadagnano in un anno: il 15% sono dipendenti, il 25% imprenditori, il 48% lavoratori autonomi.

La novità più appariscente riguarda comunque gli indicatori utilizzati. Il Parlamento aveva chiesto di cambiare passo, di aggiornare uno strumento oramai datato. Ed ecco che, per risalire al reddito, si guarderà al possesso di case, alle spese per l’affitto, ai consumi per energia, gas, mutuo ma anche alle spese per la ristrutturazione (tutti dati che il fisco possiede già). Ci sono poi i mezzi di trasporto: alle auto e ai natanti si affiancano anche i motocicli e le mini-car, nonché gli acquisti in leasing.

Tutti i dati utilizzati riguardano importi sicuri e l’accertamento scatterà solo quando ci sarà una discrepanza di rilievo tra quanto speso e quanto dichiarato. Arriverà allora l’avviso del fisco e, ovviamente, il contribuente o si adegua o dovrà dimostrare di avere altre fonti di reddito (come vincite alle lotterie o eredità). I commercialisti hanno comunque chiesto di “riequilibrare” la possibilità di difesa dei contribuenti, consentendo ad esempio di considerare il caso in cui acquisti o spese sono state fatte da parenti vicini, oppure valutando, al posto della famiglia tradizionale, quella composta da coppie di fatto, magari conviventi e con figli. L’altro nodo riguarda poi il rapporto con gli studi di settori. Non a caso alcune categorie, come la Cna, hanno detto chiaramente che per i controlli sui propri associati, lo strumento più affidabile è proprio quello degli studi

Nel nuovo sistema si suppone che quanto viene speso in un determinato periodo sia finanziato con redditi “contemporanei”, per cui basta un anno di scostamento per far partire la verifica. Scende inoltre dal 25% al 20% la soglia di tolleranza nella forbice fra entrate dichiarate e redditi presunti in base all’accertamento.

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