Manovra, Regioni ancora sul piede di guerra. Il “contentino” del Governo non basta: “Vogliamo vedere Berlusconi”

Pubblicato il 6 Luglio 2010 21:01 | Ultimo aggiornamento: 6 Luglio 2010 21:41
tremonti berlusconi

Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi

Continua il “braccio di ferro” tra governo e Regioni sulla manovra: l’esecutivo (che ha confermato i tagli agli enti locali) ha tentato una “timida” apertura, annunciando che saranno premiate le realtà “virtuose” e concedendo alle Regioni un incontro con il ministro degli Affari Regionali Raffaele Fitto e con quello dell’Economia Tremonti. Ma i governatori sono tutt’altro che soddisfatti da questo “contentino”. Da Vasco Errani, presidente della Conferenza Regioni, a Renata Polverini, tutti i presidenti sono d’accordo nell’affermare che “questa non è una soluzione”.

L’obiettivo dei governatori era infatti quello di incontrare direttamente il premier Berlusconi. A tal proposito sia quelli eletti nel centrodestra che quelli eletti nel centrosinistra hanno formato un “coro” di lamentele per i tagli che i loro enti subiranno. Per questo da più giorni stanno chiedendo “udienza” a Berlusconi, ma ogni richiesta di incontro è finora caduta nel vuoto. Errani e Chiamparino (rispettivamente presidente della Conferenza delle Regioni e dell’Anci, l’associazione che riunisce i sindaci) hanno parlato di comportamento “grave e irresponsabile” da parte del governo.

Nel frattempo però la commissione Bilancio del Senato, che ha all’esame il decreto legge sulla manovra, ha approvato l’emendamento messo a punto dal relatore Antonio Azzollini, che conferma le riduzioni pari a 4 miliardi a partire dal 2011. A questo punto i governatori sono consapevoli che l’incontro dell’8 luglio tra Stato e Regioni si ridurrebbe a un “pro forma”, visto che i margini di intervento a questo punto sono ridotti.

Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni ha minacciato la remissione delle deleghe, mentre l’Anci ha annunciato di essere vicina a non presentarsi all’appuntamento. Quello che serve, secondo il portavoce dei sindaci Chiamparino, “è un incontro di tipo politico”.

Tremonti, però, ha avuto anche modo per “bacchettare” le Regioni, indicando quali sono i metodi per risparmiare sulle spese “superflue”: per il ministro dell’Economia basterebbe “seguire l’esempio della Toscana”, che ha chiuso sette uffici regionali esteri. Sulla scia di questa decisione della giunta Rossi, Tremonti ha invitato le Regioni a creare un unico sportello di rappresentanza a Bruxelles.

Capitolo Regioni a parte, governo e maggioranza continuano a lavorare a un pacchetto di modifiche causando tra l’altro il rallentamento dei lavori parlamentari e lo slittamento dell’approdo del decreto legge in Aula (l’esame inizierà giovedì, mentre mercoledì 14 è previsto l’ok finale del Senato con tanto di fiducia). Tra le novità certe e frutto anche di un incontro tra Tremonti e il relatore alla manovra, spunta la cancellazione tout court della stretta sugli assegni per le invaldità: un passo indietro chiesto a gran voce dalle associazioni e compensato dall’aumento delle verifiche da parte dell’amministrazione sui “falsi invalidi” che passano da 200 mila a 250 mila l’anno. Ancora invece da scrivere le misure fiscali a favore delle imprese, i fondi per Roma capitale, la revisione del taglio delle tredicesime al comparto sicurezza e le norme sui certificati “verdi”.