Manovra, sanatoria sulle liti fiscali: fino a 2000 euro se ne pagano 150

Pubblicato il 30 Giugno 2011 10:06 | Ultimo aggiornamento: 30 Giugno 2011 11:46

ROMA – Entra in manovra anche una mini-sanatoria per le liti fiscali di importo inferiore ai 20.000 euro. Alla fine un colpo di spugna sui contenziosi fiscali non poteva non arrivare. Fino a 2000 euro basta sborsarne 150 e tanti saluti, l’Agenzia delle Entrate non può più avanzare nulla. Nella bozza del provvedimento che approda giovedì a Palazzo Chigi è infatti prevista una norma sul Contenzioso tributario finalizzata a ”ridurre il numero delle pendenze giudiziarie e quindi a concentrare gli impegni amministrativi e le risorse sulla proficua e spedita gestione del procedimento”. La disposizione – così come riportato nel titolo di apertura del Sole 24 Ore – riguarda le liti pendenti al primo maggio 2011 di importo ”non superiore a 20.000 euro in cui è parte l’Agenzia delle Entrate”.

E’ escluso quindi il contenzioso nei confronti delle altre agenzie (dalle Dogane al Territorio). Viene stabilito che queste ”possono essere definite, a domanda del soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio” e l’importo da pagare è quanto previsto dalla finanziaria del 2003 che, all’interno delle molte tipologie di condono introdotte durante l’esame parlamentare, prevedeva anche quella sulle liti tributarie pendenti. In particolare, ora come allora, è previsto che gli importi da pagare siano: 150 euro fino a 2.000 euro, il 10% da 2.000 a 20.000 euro se nel primo giudizio ha vinto il contribuente, il 30% se si è ancora al primo grado di giudizio, il 50% se il primo ”round” ha visto prevalere l’amministrazione finanziaria.

La somma – è scritto nella bozza – va versata ”entro il 30 novembre 2011 in unica soluzione”. Dalla sanatoria sono comunque escluse espressamente le somme relative al ”recupero di aiuti di Stato illegittimi”.