Manovra, i sindacati contro la rivalutazione delle pensioni: “Un’elemosina da 3 euro”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 Ottobre 2019 16:47 | Ultimo aggiornamento: 31 Ottobre 2019 16:48
Senato, Ansa

L’aula del Senato (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Nell’ultima bozza della legge di Bilancio c’è anche un piccolo aumento in arrivo per l’assegno di alcuni pensionati.

Per le pensioni con un valore tra tre e quattro volte il minimo, infatti, la rivalutazione passa dal 97% al 100%.

La rivalutazione è l’adeguamento annuale dell’importo delle pensioni all’inflazione, cioè al costo della vita. Maggiore è tale rivalutazione, fino al 100%, maggiore è quindi l’incremento dell’assegno. Nel caso delle pensioni fino a quattro volte il minimo, tale rivalutazione era stata fissata al 97% e ora cresce fino al 100%.

Quindi? Di quanti soldi parliamo?

Nel concreto l’incremento dovrebbe essere molto modesto in termini di cifre. Davvero molto modesto. “Un’elemosina” secondo il leader dei pensionati Cgil, Ivan Pedretti che valuta in poco più di tre euro l’anno (25 centesimi al mese) l’incremento delle rivalutazione. Aumento che riguarderebbe circa 2,8 milioni di pensionati.

“E’ un’elemosina, dice Ivan Pedretti – ci sarebbe bisogno d’altro. Bisognerebbe dare la rivalutazione piena almeno fino alle pensioni tra le sei e le sette volte il minimo (3.044 euro al mese quelle fino a sei volte il minimo, ndr). E bisognerebbe dare risposte sulla quattordicesima allargandola anche a coloro che hanno redditi da pensione tra i 1.000 e i 1.500 euro al mese”.

Fonte: Ansa.